Dialogo

Restyling alle mura

Sono trascorsi alcuni mesi da un ampio crollo delle vecchie mura cittadine a piazzale Matteotti, in uno spazio privato adibito per un ex parcheggio attualmente non utilizzato. Le macerie non ancora rimosse sono ben visibili dalla strada. Uno dei fattori che hanno determinato il crollo delle mura è da imputare all’edera. In particolare per i vecchi edifici in muratura se le pietre risultano essere in cattive condizioni, l’edera, una volta diventata rigogliosa finisce senza dubbio per indebolire la struttura muraria, in quanto le radici aeree crescono a dismisura aspirando l’umidità. Lentamente le radici finiscono per invadere la malta tra le pietre, trovando una fonte di nutrimento per la pianta, si espandono e finiscono per fare scoppiare il materiale così indebolito, accelerando inoltre il deterioramento della parete favorendo le infiltrazioni di umidità. Se si lascia crescere l’edera in modo rigoglioso, senza controllarla, il peso della pianta può effettivamente far crollare dei tratti di pareti indebolite. Si può notare che le stesse mura dell’ex Monastero delle Clarisse Cappuccine, dove c’è il parcheggio a pagamento, sono in buono stato e sono prive di piante rampicanti. Un meritato riconoscimento è esteso ai volontari dell’Avis che hanno tagliato e sfoltito la siepe che cinge, nella parte che da sulla strada, il parcheggio privato oggetto del citato e vistoso crollo di una parte delle antiche mura fabrianesi. Nei prossimi mesi a fare paura saranno le condizioni climatiche: pioggia, neve e gelo che inesorabilmente provocheranno altri cedimenti con il rischio di far collassare il vecchio muro di cinta. E’ palese che sia urgente un provvedimento di messa in sicurezza della parete, togliere tutta l’edera e puntellare le mura prima dell’inverno.

Sandro Tiberi