Cultura

Concluso il percorso di FaberArtis

Si è concluso sabato 30 maggio, presso il Monastero di San Silvestro, il ciclo di incontri relativi al Percorso 2026, dal tema “L’arte quale porta di ingresso per il Divino. L’esperienza di vivere un incontro”, organizzato dall’associazione di volontariato culturale, FaberArtis, in collaborazione con la Diocesi di Fabriano-Matelica, con il sostegno dell’8 per mille della Conferenza Episcopale Italiana e il patrocinio della Città di Fabriano. Interessantissime sono state le relazioni del vice priore, don Lorenzo Sena, su Gli Ordini religiosi a Fabriano e dell’Archivista e Bibliotecario, don Ugo Paoli, su San Silvestro e il monastero di Montefano. Don Lorenzo Sena, con la sua profonda conoscenza della spiritualità benedettina e grande capacità di integrare la tradizione benedettina con i bisogni spirituali del nostro tempo, ha tracciato una preziosa sintesi degli Ordini religiosi che si sono susseguiti a Fabriano, su cui proprio in questi ultimi tempi è uscito un interessante libro, fatto pubblicare dal comune di Fabriano, ricordando che alcuni di essi sono ancora oggi presenti e rappresentano importanti punti di riferimento per il territorio. Don Lorenzo, partendo dal monachesimo orientale, fondato da Sant’Antonio Abate al quale San Benedetto, fondatore del monachesimo occidentale, si è ispirato, ha mostrato come attraverso l’opera dei monaci benedettini, maschili e femminili, diffusisi fino all’anno 1100, con il sostegno dei signori del tempo, sia stata costituita la struttura della nuova Europa, e “con la croce, il libro e l’aratro”, anche e soprattutto nei nostri territori, ad opera dei benedettini, dei benedettini-camaldolesi e dei benedettini-silvestrini sia stata operata una mirabile sintesi tra fede, cultura e lavoro. Le numerose abbazie, ricche di tesori artistici e collocate in luoghi meravigliosi, dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, ne sono una testimonianza. Nel 1200, col sorgere degli ordini mendicanti, quel ruolo centrale che nel feudalesimo era stato occupato dal monachesimo, con le sue abbazie, viene meno. Un ruolo più importante viene, infatti, ad assumere, nella nostra città e territorio dai frati francescani, domenicani, e anche agostiniani, più rispondenti, per la loro vicinanza alla gente e il loro senso di umanità, alla nuova sensibilità comunale. È con il sorgere del periodo della Controriforma, ha ricordato, infine, Don Lorenzo, che nuove forme di vita consacrata, nuovi ordini religiosi, maschili e femminili, entrano nel nostro territorio, caratterizzando e arricchendo, con la loro spiritualità, la nostra città nel corso del tempo; sono i gesuiti, i filippini, le suore di carità, di Santa Caterina da Siena, i fratelli di nostra Signora della Misericordia e molti altri ordini religiosi, che hanno fatto della nostra città, come ha sottolineato Don Lorenzo, la più ricca di ordini religiosi d’Europa. Don Ugo Paoli, noto storico, nel suo prezioso intervento, ha parlato di San Silvestro e il monastero di Montefano, sostenendo come il Santo, riformatore monastico, nato a Osimo nel 1177 e morto a Fabriano nel 1267, sia stato l’unico marchigiano fondatore di un ordine, l’Ordine di San Benedetto di Monte Fano, unico ordine fondato a Fabriano che assunse, poi, dopo il riconoscimento della santità del fondatore da parte di Paolo V, nel 1617, la denominazione di Congregazione silvestrina, quella congregazione di cui la città si pregia di ospitare la sede centrale, guida dei numerosissimi monasteri diffusi in tutto il mondo. San Silvestro, uomo di Dio, nobile per i natali, ma anche per virtù e nobiltà d’animo, nel 1227 lascia la sua città natale e si reca a Grottafucile, dove sceglie di vivere da eremita, per giungere a Fabriano, nel 1231, dove fonda il Monastero di Montefano. Silvestro raccoglie l’eredità spirituale di due grandi testimoni della spiritualità monastica: San Romualdo, fondatore dei Camaldolesi e San Pier Damiani, biografo di San Romualdo. Rimane poi conquistato dalla personalità del poverello di Assisi che aveva incontrato nel 1215 ad Osimo e nel 1219 a Fabriano e nella sua riforma monastica la spiritualità benedettina viene fortemente influenzata dall’ideale pauperistica di Francesco, rendendo nuovamente i monasteri centri di ricchezza spirituale. Ciò spiega perché Silvestro e i suoi monaci abbiano incontrato il favore del Comune di Fabriano, del Capitolo dei canonici di san Venanzio e di tutto il popolo fabrianese. A dimostrazione di ciò, ha sostenuto Don Ugo, c’è stata la concessione, da parte del Comune di Fabriano a Silvestro, nel 1244, di un’area edificabile in “Burgo Novo de Fabriano”, dove San Silvestro fece costruire la chiesa di San Benedetto e un piccolo edificio, con oratorio, che servì a Silvestro e ai monaci, che da Montefano scendevano in città, per l’inserimento silvestrino in Fabriano. I due interventi, che hanno trovato il loro coronamento nella partecipazione ai Vespri in canto gregoriano, hanno arricchito ulteriormente il nostro percorso. Un percorso che ci ha permesso di approfondire la conoscenza di alcuni importanti luoghi benedettini, romualdini, francescani, maschili e femminili e silvestrini del nostro territorio, di immergerci nelle loro bellezze architettoniche, artistiche e paesaggistiche, di riflettere sulla loro origine, di godere di quella spiritualità che emanano e di quella bellezza che crea stupore, interroga e apre al mistero di Dio e all’incontro con gli altri. Al centro dell’attenzione del percorso sono stati le abbazie, i monasteri e i conventi, il Museo diocesano e i luoghi di culto, con i loro tesori, quali spazi simbolici, volti anche a ricordarci la nostra corresponsabilità nella costruzione di un mondo più umano, in cui regni l’amore, la giustizia la pace e la speranza Luoghi in cui riflessione sociale e dimensione spirituale sono chiamate a convivere, per esplorare la bellezza del mistero umano, che si offre sempre in una molteplicità di forme. Di particolare importanza sono stati, ai fini del nostro scopo, i riferimenti ai Santi: Benedetto, Romualdo, Silvestro e Francesco che, con la loro spiritualità, hanno fatto vivere questi luoghi, non solo dal punto di vista religioso e spirituale, ma anche storico-artistico-architettonico, ambientale, culturale, economico e sociale. È stato bello condividere questa esperienza con le tante persone che, partecipando numerose, ci hanno accompagnato in questo originale e meraviglioso cammino. Di questo noi, presidente, direttivo e tutti i soci di FaberArtis vogliamo ringraziare sentitamente la Diocesi per la sua preziosa collaborazione, la Cei per l’importante sostegno, l’amministrazione comunale per il suo patrocinio, l’Istituto Vivarelli per la concessione della Sala Ubaldi. Il nostro più sentito ringraziamento va, inoltre, a tutti gli autorevoli relatori che, con passione e competenza, ci hanno guidato, con le loro preziose lezioni nel percorso. Conoscere più in profondità questi Santi ed i loro luoghi, con le loro bellezze, è stato come metterci in loro ascolto, per specchiarci in essi e cercare di rispondere alle sfide che la nostra società, oggi, ci pone.

Il Consiglio direttivo FaberArtis

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