Il lavoro è anche inclusione
Gentile direttore, proprio in occasione del decennale del mio negozio ho deciso di prendere carta e penna per esternare nuove riflessioni che ho maturato nel mio lavoro. Tra i 13 fornitori fabrianesi che ho in negozio ce ne sono ben due che si caratterizzano per essere espressione di progetti sociali finalizzati all'inserimento lavorativo di persone "fragili", queste due realtà sono "Forno 10" e "Redenta", realtà in cui si costruisce un futuro in cui il lavoro e l'inclusione trasformano la fragilità in opportunità. È un dato questo di tutto rilievo per una cittadina di appena 28.000 abitanti che dimostra un'attenzione particolare del fabrianese nei confronti dei più "fragili" ed una vocazione spiccata alla creazione di progetti sociali finalizzati al sostegno degli stessi inserendoli nel mondo lavorativo. Entrambe queste realtà hanno un aspetto in comune: hanno ad oggetto la produzione di prodotti alimentari artigianali di altissima qualità, realizzati come quelli fatti a casa una volta senza additivi chimici e conservanti ed utilizzando materie prime selezionate e di primissima qualità. In particolare "Forno 10" nato con l'intento di dare un lavoro a ragazzi che hanno diverse forme di disabilità produce biscotti artigianali con ricette studiate appositamente e scrupolosamente da chef e tecnici del settore. Tra le materie prime selezionate per la produzione spiccano quelle locali, basti pensare alla farina di farro dell'Istituto Tecnico Agrario Vivarelli di Fabriano ed al miele biologico di Luca Bianchi, realizzando di fatto una vera e propria filiera territoriale che viene coinvolta nel progetto. Questi biscotti trovano nel consumatore un elevato gradimento perché oltre al fine etico e sociale piace l'idea della precedenza alla filiera corta ed alla materia prima locale nonché dell'assenza totale di additivi chimici: il cliente si sente rassicurato e con il tempo diviene fidelizzato percependo il prodotto come etico e genuino senza compromessi. Un progetto in cui i ragazzi coinvolti vengono seguiti scrupolosamente e con molta cura dagli addetti ai lavori, ne ho prova ogni lunedì mattina quando vado a ritirare i prodotti per il negozio. Il laboratorio artigianale "Redenta" nasce dall'esperienza della Comunità Papa Giovanni XXIII per dare una speranza ed un futuro alle giovani donne vittime della tratta e di violenza , attraverso il loro inserimento lavorativo nella cooperativa “Pace in Terra” fondata da don Aldo Buonaiuto per la produzione di confetture, marmellate, nettari ed altre preparazioni a base di frutta. Grazie alla vicinanza del Dipartimento Solidarietà Emergenza Marche della Federazione Italiana Cuochi, Redenta riceve una formazione di eccellenza per la realizzazione delle sue ricette. Grazie all'alta professionalità dei Cuochi delle Marche, sono in grado di produrre confetture di alta qualità e genuinità. La frutta è stagionale e viene fornita da consorzi agricoli italiani. Viene selezionata a mano con cura e preparata per la lavorazione. Ogni passaggio fino all'invasettatura e all'etichettatura è svolto con cura artigianale e con la massima attenzione alla qualità del prodotto. Inoltre, grazie alla collaborazione solidale con l'Università Politecnica delle Marche e del suo Magnifico Rettore, il laboratorio è stato dotato di due macchinari per la cottura dei preparati e la loro pastorizzazione e sterilizzazione. Per la cottura è utilizzato un robot multifunzionale per preparazioni alimentari, che cuoce sotto vuoto a basse temperature in modo da conservare i sapori e le caratteristiche della frutta. Le marmellate raggiungono così degli standard di naturalezza altissimi (non ci sono conservanti e coloranti, niente additivi chimici, niente pectina, frutta selezionata sbucciata e lavorata a mano) e dei livelli qualitativi altrettanto elevati evocando nel consumatore il ricordo delle marmellate fatte a casa con amore e passione, con il gusto ed il sapore tipico della marmellata della "nonna”. Ecco quindi come a Fabriano sono nate negli ultimi anni due realtà all'avanguardia in cui vanno a "braccetto" inclusione sociale e produzione artigianale di eccellenza dove fine sociale, genuinità e rispetto della salute del consumatore sono i punti cardinali da seguire. Realtà tra l'altro che è molto difficile trovare in giro nel settore.
Abramo Cimadamore – “Le bontà di una volta”


















