Ancora nubi all'orizzonte Electrolux
La direzione aziendale di Electrolux ha comunicato il trasferimento in Polonia di ulteriori quote di produzione di cappe che fino ad oggi sono state realizzate nello stabilimento di Cerreto d’Esi. La decisione contraddice l’impegno assunto presso il ministero delle Imprese davanti al Ministro Adolfo Urso. Nessun congelamento, ma la multinazionale svedese starebbe esternalizzando la produzione verso imprese concorrenti. La richiesta di valutazione fatta più volte dalle RSU non è mai stata considerata e mai giustificata dai vertici di Electrolux. Una grave mancanza di attendibilità delle procedure europee di informazione, tanto da far temere che proprio il sito di Cerreto d’Esi sia stato scelto come banco di prova per testare la capacità di reazione del sistema politico e sindacale italiano, così da prendere le misure in vista di future manovre. La vicenda in corso necessita di un’attenzione superiore: in gioco ci sono il futuro dei dipendenti e il depauperamento industriale di un territorio già duramente provato. Lunedì 20 luglio altro summit davanti allo stabilimento. “Siamo in lotta perché bisogna salvare la fabbrica. Le lavoratrici ed i lavoratori hanno già fatto la loro parte con tanti sacrifici, adesso tocca all’azienda in primis e alle istituzioni. Servono fatti concreti. L’azienda tolga dal tavolo la chiusura di Cerreto e inizi una trattativa vera. La politica renda sostenibile produrre cappe a Cerreto ed elettrodomestici in Italia”, commenta Pierpaolo Pullini della Fiom.










