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Ginnastica ritmica: Sofia Raffaeli parte forte in World Cup

Ci sono atlete che vincono. E poi ci sono atlete che mandano messaggi. Sofia Raffaeli appartiene decisamente alla seconda categoria. Perché quello che arriva da Sofia, Bulgaria, nella prima tappa della World Cup 2026 non è soltanto un bottino ricco: è la dichiarazione di una campionessa che sta tornando a prendersi il centro della scena mondiale. La “Formica Atomica” lascia la pedana con quattro medaglie complessive: tre bronzi (All-around, cerchio e palla) e uno splendido argento alle clavette, oltre a un settimo posto al nastro che rappresenta più un episodio isolato che un segnale d’allarme. Numeri importanti, certo. Ma ridurre tutto ai numeri sarebbe un errore. Perché Raffaeli, oggi, è molto più di un medagliere: è una ginnasta in piena evoluzione, sempre più completa, sempre più consapevole, sempre più vicina alla sua versione migliore. Il contesto, del resto, era di quelli che non ammettono scorciatoie. In pedana c’era praticamente il meglio della ginnastica ritmica mondiale, eccezion fatta per la campionessa olimpica Darja Varfolomeev. E proprio in questo scenario ad altissima intensità, l’azzurra ha dimostrato di poter stare stabilmente tra le grandi. A dettare legge è stato il terzetto europeo formato da Taisiia Onofriichuk, Stilijana Nikolova e dalla stessa Raffaeli: un triangolo di talento che si è spartito quasi tutte le medaglie, in gare tiratissime, spesso decise da dettagli impercettibili. E proprio nei dettagli si legge la crescita dell’azzurra. Al cerchio arriva subito un segnale forte: 29.600 punti, esercizio pulito, elegante, maturo. È bronzo, dietro a Onofriichuk (30.400) e Ilteriakova (29.700), ma è soprattutto una prova di solidità tecnica e mentale. Alla palla Raffaeli replica con un altro terzo posto (28.550). Qui emerge qualche imperfezione, ma la qualità resta altissima. In un contesto dove basta un’incertezza per perdere decimi preziosi, la medaglia ha un valore specifico enorme. Onofriichuk si prende ancora l’oro (29.000), mentre la bulgara Nikolova (28.900) conquista l’argento davanti al pubblico di casa. Alle clavette. E qui cambia tutto. La ginnasta di Fabriano accende la luce più intensa del suo weekend con una routine che sfiora la perfezione: ritmo, controllo, difficoltà, espressione. Il 29.500 finale è un punteggio da protagonista assoluta. L’oro sfuma per appena 0.150 punti, a favore di Brezalieva (29.650), ma questo argento ha il sapore di una vittoria mancata di un soffio. È, soprattutto, la conferma che Raffaeli può battere chiunque. Il nastro, infine, resta l’unica nota stonata. Qualche errore di troppo, un punteggio più basso (26.450) e un settimo posto che non rispecchia il reale valore dell’atleta. Ma è proprio da qui che passa la crescita: dalla capacità di trasformare una difficoltà in lavoro, e il lavoro in progresso. Oro all’Onofriichuk (29.200), bronzo all’Harnasko (29.150), bronzo la Sumkin (27.800). E allora il punto è proprio questo: Sofia Raffaeli non è ancora al massimo. Eppure è già lì, sul podio mondiale, a giocarsela con tutte. Un segnale fortissimo. La World Cup è appena iniziata. Il circuito proseguirà con Tashkent e Baku, prima della finalissima di luglio all’Unipol Forum. E il prossimo appuntamento, in Uzbekistan (10-12 aprile), arriva già con aspettative diverse.

Angelo Campioni