Il calcio fabrianese saluta Alberto "catorcio" Salimbeni
Carlo Alberto Salimbeni in maglia Fortitudo Fabriano del 1951 (è il quarto in piedi da sinistra) e a destra nel 1967/68
FABRIANO - Sabato 28 febbraio è venuto a mancare un vero e proprio “simbolo” del calcio fabrianese, un uomo che ha fatto la storia del “pallone” nella nostra città e non solo.
Se n’è andato all’età di 92 anni Carlo Alberto Salimbeni, conosciuto da tutti con il soprannome di “catorcio” per come sapeva marcare gli avversari quando giocava: con lui non si passava, metteva il “catorcio” e chiudeva.
Nato nel 1934, cresciuto nel settore giovanile della Fortitudo, con la cui maglia aveva esordito in “prima squadra” a 17 anni, Salimbeni era poi passato all’Anconitana in serie C alla corte di mister “Carletto” Parola (ex Juventus), successivamente aveva giocato in Abruzzo all’Avezzano sempre in “quarta serie”, poi con la Maceratese in serie C giocando con Pino Brizi (ex Fiorentina), con il Gubbio in “quarta serie”, per poi rientrare a Fabriano ancora in “quarta serie” giocando fino a ben 36 anni - un’età davvero avanzata per quel periodo - fermandosi soltanto a causa di un infortunio a un ginocchio.
Tifosissimo del Torino, è sempre stato un punto di riferimento importante per il calcio fabrianese, anche come allenatore.
In tantissimi gli hanno tributato un appassionato ricordo in questi giorni, parlando di lui non solo come uno degli ultimi rappresentanti del “vero” calcio di una volta, ma anche per la bontà e le doti umane che lo contraddistinguevano.
Il funerale si è svolto questa mattina, martedì 3 marzo, alla chiesa della Misericordia di Fabriano.













