Chiesa

La festa di S. Silvestro

Venerdì 26 novembre i monaci silvestrini celebrano la festa del loro Padre e Fondatore, compatrono della nostra città. La Vita di San Silvestro (Osimo 1177 - Eremo di Montefano 1267), scritta dal discepolo Andrea di Giacomo da Fabriano, si sofferma soprattutto sulla sua attività di eremita e poi di fondatore. La Vita dà poco risalto all'attività pastorale del Santo nella città di Osimo come responsabile e guida di anime, nonostante che a Osimo sia vissuto fino a cinquant’anni. Del periodo osimano la Vita accenna alla famiglia, agli studi di diritto e di sacra teologia compiuti dal giovane Silvestro nelle Università di Bologna e di Padova e, soprattutto, alla delusione del padre Gislerio che ambiva vederlo magistrato e per ben dieci anni contrastò la vocazione del figlio alla vita ecclesiastica. Superata l'opposizione paterna, Silvestro «per i meriti della sua vita» fu assunto tra i canonici della cattedrale di Osimo. Per circa quindici anni egli svolse un apprezzato apostolato. Come attesta il biografo, Silvestro era animato da grande zelo pastorale: «Accettato l'ufficio di canonico, non lo adempiva negligentemente, anzi attendeva con maggiore vigilanza all'orazione e alla predicazione: per questo era amabile e caro a Dio e al popolo» (Vita, cap. 1). Il ministero di Silvestro era animato dalla preghiera, dalla coerenza di vita e da una grande fede. È quello che ricorda incessantemente papa Francesco a vescovi, sacerdoti, diaconi, catechisti e a tutti gli operatori pastorali: senza una fede viva, testimoniata dalla vita esemplare, la predicazione diventa un parlare distaccato, freddo, privo di convinzione che lascia gli ascoltatori indifferenti. Silvestro, temprato dal contrasto con il padre, è deciso e risoluto nelle sue scelte, non ammette mezze misure, è tenace e coraggioso. Quando si accorge che i fedeli sono turbati dalla condotta non del tutto esemplare del vescovo di Osimo, egli non indugia a intervenire: «Acceso poi da zelo di carità e temendo Dio più che gli uomini, non esitava a riprendere, com'era giusto, il suo vescovo che conduceva una vita non proprio esemplare». La reazione non si fa attendere: «Il presule, ricevendo la correzione di Silvestro come frecce di un feritore e vedendo inoltre che la predicazione di lui era accolta dal popolo più favorevolmente della sua, mosso da invidia e gelosia, cercava in tutti i modi di cacciarlo senza pietà dal beneficio canonicale» (Vita, cap. 1). In questi avvenimenti possiamo notare come Dio guida le scelte degli uomini. Silvestro, infatti, nutriva nel suo cuore l’aspirazione a una vita eremitica, solitaria, a contatto con Dio solo. Nell'invidia del vescovo, Silvestro vede manifestarsi la volontà del Signore, il momento di realizzare quel progetto di vita tante volte sognato. Sentiamo il biografo: «Inoltre, esaminando con diligenza nel segreto del suo cuore la lotta e l'invidia del suo vescovo, come anche la vanità e brevità della vita umana, spessissimo Silvestro veniva in sogno condotto a luoghi solitari e deserti. Silvestro decise dunque di ritirarsi nella solitudine, abbandonando del tutto la gloria del mondo» (Vita, cap. 2). Silvestro confidò il suo progetto a «un pio uomo, di nome Andrea, che in seguito si fece monaco sotto la sua guida», il quale di notte lo accompagnò fino a Grottafucile nella Gola della Rossa, e ivi lo lasciò solo con Dio. Anche in questa fuga da Osimo Silvestro lascia una testimonianza della sua preoccupazione pastorale: evitare recriminazioni nei riguardi del vescovo da parte dei fedeli e agitazioni di popolo a suo favore. Silvestro continuerà a parlare ai fedeli sia a Fabriano dove i canonici di San Venanzio lo chiameranno «spessissimo a esporre la parola di Dio» (Vita, cap. 27), sia nei vari luoghi dove fonderà i suoi monasteri. Alla sua intercessione la nostra invocazione: «Signore, per i meriti di San Silvestro Abate dona ai vescovi, ai parroci e ai predicatori l’umiltà nella correzione fraterna e una condotta esemplare per rendere credibile il loro ministero».

                                                                                                                                                    d. Domenico Grandoni

Festa di San Silvestro abate

chiesa di San Silvestro:

- Triduo di preparazione (23-25 novembre): alle ore 18 recita dei Vespri e lettura di brani della Vita Silvestri. - 26 novembre: alle ore 11.30 concelebrazione presieduta da don Vincenzo Bracci, Priore Conventuale del Monastero San Silvestro. Alle ore 18.30 Secondi Vespri della solennità di San Silvestro.