Chiesa

Che esperienza al Monastero di S. Luca!

Terminata l’iniziativa di pastorale giovanile “C’è una Parola che ti aspetta”: tre venerdì di primavera. La chiesa in penombra, i tappeti aperti sul pavimento, qualche lumino, i fiori e la Bibbia ai piedi dell’altare. Le monache sedute in terra insieme ai ragazzi e alle ragazze. Nessuna distanza. Nessuna fretta. Abbiamo sostato. In un mondo che corre, che urla, che non aspetta, che misura tutto in produttività e performance, abbiamo semplicemente sostato. E non è poco. Anzi, è quasi un atto rivoluzionario! I giovani della città hanno risposto. Con entusiasmo, con presenza, con quella sete di qualcosa di vero che non sempre trovano parole per nominare, ma che esiste eccome. Tre incontri partecipati, intimi, a tratti emozionanti. La sensazione - difficile da spiegare ma facile da riconoscere - di essere soli davanti a un Dio che è lì per ciascuno, e al tempo stesso abbracciati da una piccola comunità di fratelli e sorelle. Un piccolo miracolo, forse. Di quelli discreti ma potenti, che lasciano un seme dentro, pronto a germogliare a tempo debito. Grazie alle sorelle benedettine del Monastero di San Luca per l’accoglienza, per i loro sorrisi, per la gentilezza aperta e non giudicante. Per quel loro modo di esserci - accanto ai giovani e per i giovani - che vale più di mille parole. Questo esperimento si ripeterà. Chi vorrà, è già atteso.


Francesca, Andrea e l'Équipe della Pastorale giovanile diocesana

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