Grande Matelica calcio: ha vinto la Coppa Italia di serie D!
MATELICA - Il sogno è diventato realtà. Il Matelica è nella storia del calcio italiano dopo aver vinto la Coppa Italia di Serie D per 1-0 contro un Messina fatto di tanto cuore ma mai troppo pericoloso, colpito a freddo in avvio dal gol di Matias Santiago Dorato. La prima marchigiana ad arrivare in finale e a vincerla da quando la competizione è nata nel 1999. È la vittoria di una squadra intera trascinata dal saggezza e dall’esperienza calcistica di capitan Manuel Angelilli, tra i migliori in campo. È il successo di mister Luca Tiozzo, che dopo due secondi posti negli ultimi due anni che hanno impedito l’accesso diretto alla Serie C si autodefiniva il “Toto Cotugno della Serie D”, come ha ironizzato nella conferenza stampa post partita. È la vittoria dei circa 200 tifosi accorsi allo stadio ‘Francioni', tra cui anche il sindaco della città Alessandro Delpriori, che hanno anche valorizzato la propria terra con uno striscione bellissimo apparso sugli spalti della tribuna centrale: ‘Ricostrui-amo le Marche’. È la vittoria di una città di 10mila persone ormai da tempo al centro delle cronache sportive, di una società che nei suoi 88 anni di vita ha conquistato il primo trofeo della sua storia quando solo nel 2012-13 veniva promossa per la prima volta dall’Eccellenza alla Serie D. Il presidente del club Mauro Canil ha saputo costruire passo passo una corazzata solida e vincente, arrivata al coronamento di un sogno sabato 18 maggio. Mentre guardava sul campo i suoi giocatori alzare la coppa con i tifosi, ai microfoni de L’Azione, visibilmente commosso, ha ringraziato tutti: “È la vittoria della squadra, della società, della città. Questa gioia non si può descrivere”. Ora le porte per l’ammissione alla prossima Serie C potrebbero seriamente aprirsi. Con la vittoria di Latina, i biancorossi hanno aumentato il loro coefficiente di 0.50 punti e sono ora in testa nella classifica delle possibili ripescate. Adesso sotto con l’ultimo appuntamento della stagione: domenica 26 maggio alle 16 al ‘Giovanni Paolo II’ di Matelica contro la Recanatese, valida per la finale playoff di Serie D. Vincere non comporta un salto di categoria, ma significa concludere al meglio la stagione e conquistare altri punti preziosi per il ranking finale. E poi c’è da festeggiare la coppa con la squadra. E pensare che le premesse non erano del tutto positive prima del match dato che l’uomo più pericoloso della squadra di Tiozzo, Damien Florian, partiva dalla panchina per un fastidio muscolare. Ma dopo un tiro a giro di Pignat, lo stacco imperioso di Dorato a girare in rete un cross dalla destra di Visconti dà il gol del vittoria al Matelica. Il Messina tenta con i nervi e col cuore di pareggiare con le giocate di Cocimano e Tedesco, i più in palla tra i siciliani, ma alla fine pesa molto l’assenza di bomber Arcidiacono, squalificato per la finale. Dopo un tiro di Traditi che non impensierisce più di tanto la retroguardia biancorossa, De Santis potrebbe raddoppiare il risultato a fine primo tempo, ma il tap-in al volo del difensore dopo un calcio d’angolo si spegne incredibilmente sul fondo quando era più facile che fosse finito in porta. Nella ripresa i siciliani ci provano per tre volte con i tiri di Catalano, Selvaggio e Marzullo, trovando il primo la respinta del portiere classe 2000 Avella, una sicurezza tra i pali, e gli altri due il fondo del campo. Il neo entrato Florian raddoppia da calcio d’angolo, ma il gioco è fermo perché il cross dalla bandierina aveva superato la linea di fondo. Poco importa, alla fine, se l’altro subentrato, Lamin Bittaje, spara addosso a Meo dopo aver saltato Candé Mamadu dalla sinistra ed essere entrato da solo in area. Alla fine dei cinque minuti di recupero la festa è tutta biancorossa. Per il Messina tanta tristezza e numerose contestazioni lanciate al presidente giallorosso, Paolo Sciotto, complice, secondo la tifoseria, di non credere nel Club e di avere rifiutato di venderlo ad altri acquirenti. Un applauso va comunque fatto ai sostenitori siciliani: non è facile farsi otto ore di viaggio dalla Sicilia al Lazio e incitare dal primo all’ultimo i propri giocatori come una vera tifoseria di serie A, nonostante anche le tribolate vicende societarie. Chapeau!
Lorenzo Pastuglia
















