Incontrata la delegazione Caritas Kenya
La carità non conosce confini e parla un linguaggio universale. Ne è stata la prova la giornata di profonda fratellanza vissuta a Fabriano, che ha ospitato una parte della delegazione della Caritas Kenya in visita nelle Marche, lo scorso martedì 21 aprile. L'iniziativa si inserisce nel progetto di gemellaggio nazionale nato dopo che la Caritas Italiana ha accolto l’invito di Papa Francesco in occasione del suo 50esimo anniversario di fondazione: un invito a farsi prossimi alle periferie del mondo attraverso lo stile della condivisione e della reciprocità tra "Chiese sorelle". Mentre una parte della delegazione africana è stata accolta presso l'Arcidiocesi di Fermo, Fabriano ha ospitato i rappresentanti della realtà keniota. L’incontro, coordinato dalla delegazione regionale rappresentata da Simone Breccia (delegato Caritas Marche e direttore della Caritas di Ancona-Osimo), Arianna Burdo (Caritas Ancona-Osimo) e Antonio Rienzo (Caritas Senigallia), ha visto la partecipazione di Mons. John Mbinda, Vescovo della Diocesi di Lodwar, Father Silvanus Wasonga della Diocesi di Eldoret e Daniel Kiriethe della Diocesi di Ngong. La mattinata si è aperta con il caloroso benvenuto di Mons. Francesco Massara, Vescovo di Fabriano-Matelica, che ha ricevuto gli ospiti sottolineando il valore della cooperazione internazionale. Il momento centrale della visita è stato la celebrazione eucaristica in Cattedrale, presieduta da Mons. Mbinda e concelebrata da don Piotr Talarczyk, la cui presenza ha testimoniato la vitalità della fede e il legame tra le diverse diocesi. Nel pomeriggio la delegazione ha visitato il Museo della Carta e della Filigrana e l’Oratorio della Carità, simboli dell'identità fabrianese, restando affascinata dalla storia della città. La giornata si è conclusa presso la sede della Caritas di Fabriano, in un incontro fatto di testimonianze, scambi e sorrisi. I rappresentanti kenioti e l'equipe locale hanno dato vita a un approfondito racconto delle rispettive realtà diocesane, illustrando la struttura organizzativa e i progetti attivi sui territori. È stato un dialogo fitto sulle metodologie di intervento: si è parlato di come la Caritas si organizza per rispondere alle emergenze e alle povertà croniche, mettendo a confronto contesti geograficamente distanti ma umanamente vicini. Infatti, sebbene i bisogni materiali possano variare, lo spirito di servizio è identico. Questo scambio di "buone pratiche" ha avuto l'obiettivo esplicito di migliorarsi a vicenda: guardare con occhi nuovi il proprio operato attraverso l'esperienza dell'altro, trovando spunti per rendere la rete di assistenza ancora più efficiente e capillare. "Ospitare Father Silvanus, Daniel Kiriethe e il Vescovo Mbinda è stato un dono per tutta la città" – commenta il direttore della Caritas Diocesana Gian Luigi Farneti – "Questo gemellaggio, nato dalla visione di Papa Francesco, ci ricorda che l’umanità si costruisce un incontro alla volta. Un ringraziamento speciale va ai volontari e a tutti i cittadini che hanno partecipato". L'iniziativa ribadisce l'impegno della Caritas nel promuovere una cultura dell'accoglienza, dimostrando che, anche a migliaia di chilometri di distanza, le sfide e le speranze dell'umanità sono le stesse.


















