Chiesa

L'attesa prima del sacerdozio: parla Francesco Olivieri

Francesco Olivieri diventerà sacerdote sabato 19 settembre

Francesco Olivieri diventerà sacerdote sabato 19 settembre

Come potrebbe essere altrimenti?! Il desiderio di Dio e l’incontro con Lui provocano questa reazione sconvolgente. Poi la creatività esplosiva dello Spirito Santo pensa a tutto il resto. In alto i nostri cuori allora! «L’ideale di ogni discepolo di Gesù? Poter diventare un uomo che fa felice il Padre. É la sua delizia. Non sei solo tu ad avere desiderio di Lui, ma prima di tutto e di tutti è Dio che desidera proprio te, stare con te. Ogni persona che incontrerà don Francesco deve vedere solo l’Amore di Dio che ti brilla negli occhi! Nient’altro!». Proprio con queste parole di p. Sergio Bianchini, gesuita formato alla scuola di p. Adolfo Bachelet (il fratello Vittorio è stato assassinato dalle brigate rosse nel 1980) ho iniziato gli Esercizi Spirituali nella Chiesa del Gesù, a Roma. Il metodo di sant’Ignazio di Loyola (fondatore della Compagnia di Gesù) permette un discernimento autentico della Volontà di Dio nella propria vita e la Chiesa chiede necessariamente questa sosta degli esercizi, prima del passo decisivo in cui il nostro Vescovo Francesco mi ordinerà sacerdote: si “stacca tutto”, in particolare social e cellulare, per vivere una settimana in assoluto silenzio e colloquiare un’ora al giorno con la propria guida spirituale, secondo lo stile ignaziano: «Fa come se tutto dipendesse da te, aspettati come se tutto dipendesse da Dio». Solo con questo clima si può fare sintesi, andare all’essenziale, al fondamento imprescindibile della vita del prete: il Signore Gesù. Non c’è altra Persona e altro Dio, niente e nessuno al di fuori di Cristo che possa sostenere l’esistenza sacerdotale. Altrimenti sarebbe impossibile servire il Signore e le anime che vuole affidare, celebrare i Misteri immensi eppure così concreti della nostra Fede. Nonostante queste grandi responsabilità e la giovane età, le famiglie delle parrocchie in cui ho svolto il tirocinio pastorale in questi anni di seminario si sono accorte fin dal primo istante che il futuro prete in mezzo a loro è comunque e prima di tutto “uno di noi” e figlio di Dio! Una volta ordinato puoi sempre contare su di lui, è un punto di riferimento, perché viene nel Nome del Signore. Viceversa: quante vocazioni sacerdotali sono sostenute dalla preghiera e dall’accoglienza delle famiglie, a cominciare dalla propria! Si intesse così un rapporto di profonda amicizia, di fraternità e anche di paternità spirituale. Dio chiama in tanti modi, ma come, perché e chi sceglie lo sa solo Lui: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi!» (Gv 15,16). Da parte nostra possiamo solo dire: «Il Signore con me ha voluto scrivere sulla polvere» (papa Luciani) e riconoscere con il profeta Elia che la vocazione è “sussurro di una brezza leggera, un pianissimo che sfiora l’anima” (cfr.1 Re 19). Conseguenza diretta di tutto ciò è l’esercizio di una virtù estremamente necessaria alla vita del prete ed è Maria, immagine purissima della Chiesa, che prepara e intercede proprio l’umiltà: il Suo sguardo materno riflette la grandezza della chiamata di Dio, ma anche il suo fiat incondizionato alla Sua volontà. A queste riflessioni fatte a cuore aperto aggiungo un particolare molto significativo. L’8 luglio scorso, dopo essermi confessato, ho chiesto a don Luigi Monti di farmi alcune fotocopie, nel suo studio alla Casa del Clero, e mentre le preparava, il nostro Vescovo Francesco mi ha comunicato la data dell’Ordinazione Sacerdotale. Don Luigi ha smesso di fotocopiare, ci siamo guardati per un istante e poi ci siamo seduti, stupiti e senza fiato: l’ho abbracciato fortissimo! «Eccellenza! Grazie per la bella notizia! É il 4° sacerdote che è venuto fuori nel tempo in cui sono stato in parrocchia, alla Misericordia! Pensi dove ha ricevuto l’annuncio: qui! Nella mia stanza!». In effetti, sì, proprio lì, accanto a don Luigi, che fin da piccolo mi ha fatto innamorare del Maestro e con la sua potentissima testimonianza di Fede, di guida, di Amore per il Signore e per la Sua Chiesa, mi ha fatto scoprire il “sussurro lieve che sfiora l’anima”. Poi 7 anni di Seminario ad Ancona, tirocinio pastorale a Matelica, Sassoferrato! Il tempo è volato ed ecco che sabato 19 settembre nella nostra Cattedrale di san Venanzio alle ore 18 sarò ordinato sacerdote, celebrazione che sarà preceduta venerdì 18, nella parrocchia della B.M.V. della Misericordia a Fabriano da una veglia di preghiera. Sursum Corda!

Francesco Olivieri, diacono