1912: gli albori del "running" nel fabrianese
La preparazione per la partenza della gara podistica di Marischio del 20 ottobre 1912 (ricostruzione ideale di Grazia Cocco)
FABRIANO - Il podismo - meglio conosciuto negli ultimi anni con il termine anglosassone “running” - è un fenomeno sportivo diventato “di massa” abbastanza recentemente, basti pensare ad esempio che la Maratona di New York, la più famosa al mondo, è stata corsa per la prima volta soltanto nel 1970.
Durante gli ultimi venti anni, poi, il podismo è letteralmente “esploso” a suon di praticanti e numero di gare organizzate, di ogni distanza e difficoltà. E basta dare un’occhiata a quanti “runner” e amatori ci siano oggi a correre nei parchi o sui marciapiedi a qualsiasi ora, dopo l’uscita dal lavoro la sera o nella pausa pranzo, per farsi un’idea della popolarità che oggi ha raggiunto questo sport.
Ma quali sono gli albori del podismo, che sostanzialmente è una “costola” dell’atletica, uscita dalla pista per spostarsi a correre su strada?
In Italia alla fine dell’Ottocento, e soprattutto dopo la prima Olimpiade moderna del 1896 promossa dal barone Pierre De Coubertin, è riscontrabile un emergente interesse per la corsa. Si hanno notizie delle prime competizioni al nord, ad esempio nel torinese, ma anche in Sicilia. Nel 1908, la vittoria dell’italiano Dorando Pietri nella maratona alle Olimpiadi di Londra, nonostante la squalifica, accrebbe sicuramente l’interesse e la curiosità intorno al podismo e in quegli anni un po’ ovunque si verificarono i primi tentativi di competizioni su strada.
Anche nel fabrianese.
E’ stata una bella sorpresa quando, spulciando nell’archivio de “L’Azione” alla ricerca di qualche informazione, abbiamo appreso che le prime due gare podistiche qui da noi si sono svolte ben centodieci anni fa, nel 1912. O almeno sono le prime di cui è rimasta traccia: per la precisione, il 28 luglio 1912 a Fabriano e il 20 ottobre 1912 a Marischio.
Chissà, forse organizzate sulla scia dell’entusiasmo - o per spirito di emulazione - delle Olimpiadi svoltesi nella primavera di quell’anno a Stoccolma.
La gara podistica di Fabriano venne organizzata dal neonato Club Sportivo portante il nome del ciclista astigiano “Giovanni Gerbi”, uno dei più popolari dell’epoca pionieristica del ciclismo. L’evento prevedeva infatti, nello stesso giorno, sia una gara ciclistica che una podistica. La commissione organizzativa era presieduta dal conte Giuseppe Vallemani.
Il percorso era di due giri completi intorno al giardino pubblico “Regina Margherita”, quindi 2 chilometri. Vi presero parte sette podisti. A vincere la gara fu Basilio Forotti di Cerreto d’Esi: il cronista riporta che percorse i due giri in sei minuti, un tempo che ci sembra fin troppo basso, probabilmente “arrotondato”. Al secondo posto si classificò Enrico Mezzanotte, al terzo Attilio Mollari, quindi Alfredo Mezzopera, Pietro Spalleti, Romolo Fazi e Bruno Montadi. Si occupò della pubblica assistenza la Croce Verde sezione di Cancelli e la Società di Sassoferrato.
Tre mesi dopo, il 20 ottobre, una gara podistica con tutti i crismi venne organizzata nella frazione fabrianese di Marischio. Di questa, abbiamo notizie molto più dettagliate: sappiamo il costo di iscrizione, il percorso e la relativa lunghezza, il tempo massimo, la classifica finale e i premi in denaro in ordine decrescente.
La gara venne organizzata, insieme a numerose altre iniziative, per inaugurare la bandiera sociale della neonata sezione “Croce Verde” del paese, che ebbe tra i principali promotori Don Francesco Francescangeli, parroco di Marischio dal 1905 al 1921.
Per regolamento, potevano partecipare solo corridori di Marischio, di qualunque età («purché vi sia il permesso dei genitori», si legge in nota). Costo di iscrizione: 25 centesimi.
Lo “start” previsto alle ore 15 in punto del 20 ottobre 1912 con questo percorso, che fedelmente riportiamo come da descrizione di allora: «partenza dalla piazza principale del paese (oggi Piazza Don David Berrettini, nda) passando per la strada della Madonnetta (oggi via Aia del Colle) e della fontana Pescina (oggi via della Piscina e via Serramaggio), proseguendo per la via della Cooperativa (attuale via della Torre) e del Corso (attuale via della Pineta) ripetendo il giro due volte».
Lo abbiamo misurato oggi con orologio Gps: ogni giro risulta di 580 metri per cui la gara complessivamente era di 1.160 metri, da svolgersi nel tempo limite di 8 minuti. Il percorso è abbastanza impegnativo, per circa metà in salita.
«Al primo giunto in questo tempo massimo - leggiamo ancora - sarà assegnato il primo premio di lire 4, al secondo di lire 3, al terzo di lire 2, al quarto di lire 1, tutti con diploma; agli altri giunti nel tempo massimo e non vincitori dei premi suddetti sarà assegnato il solo diploma d’onore».
Essendosi iscritti oltre quindici corridori, la Commissione decise di aggiungere un quinto premio. Questa fu la classifica finale dei premiati: primi a parimerito Giuseppe Cecchetelli e Amedeo Balducci, secondo Adolfo Bolotti, terzo Edoardo Fantini, quarto Remo Grimaccia, quinto Filippo Frittella.
Cogliamo l’occasione per raccontare come proseguì quella ricca giornata a Marischio: è un modo per conoscere con dovizia di particolari lo svolgimento di un evento popolare dell’epoca.
Terminata la gara alle ore 15.20 ed effettuata la premiazione, la festa paesana proseguì con il Gioco delle Pigne. Alle 15.30 avvenne l’estrazione della Lotteria.
Per inaugurare la sezione della Croce Verde il dottor Curzio Monacelli, presidente della Pubblica Assistenza di Fabriano, fece «un commoventissimo discorso in mezzo ad una vera calca di popolo».
Il Comune di Fabriano era presente in forma ufficiale con il vice sindaco ingegner Oreste Turilli e con il ragionier Giuseppe Palanca. Vennero letti telegrammi di felicitazioni inviati dall’onorevole Giambattista Miliani, dal sindaco di Fabriano marchese Costantino Benigni Olivieri, dal cavalier Gustavo Fornari, dal cavalier Giovanni Leoni, dal dottor Antonio Zonghi, inoltre dai signori Francesco Censi, Ernesto Moscatelli, Alessandro Mercurelli Salari e diversi altri.
Si formò un corteo che attraversando Marischio raggiunse la villa di Francesco Censi (in zona Aia del Colle, ex Villa Rosei, recentemente restaurata e ancora oggi riconoscibile per una grande meridiana solare sulla facciata) dove venne offerto a tutti gli iscritti della Croce Verde «il vino d’onore con una pagnottella imbottita».
Alle 16.50 furono lanciati in cielo dei palloni. Si occupò della Pubblica Assistenza la Croce Bianca giunta del castello di Albacina.
Tutta la festa venne rallegrata dal Concertino Mascagnesco di Fabriano e si protrasse fino a tarda sera.
Ferruccio Cocco















