Chiesa

Nella bottega di S. Giuseppe

Una festa, quella del 1° maggio dedicata a San Giuseppe Lavoratore, che la parrocchia omonima festeggia da tempo immemore, dalla sua fondazione. “L’anno scorso – dice il parroco don Tonino Lasconi - la festa fu vissuta in pieno lockdown: io e don Ernesto da soli in chiesa con una la Messa trasmessa in streaming, poi con una simpaticissima gara di frittelle, il dolce tipico della festa, ma… a distanza, scambiandosi cioè su Facebook le foto del prodotto”. Quest’anno però ci troviamo in una situazione migliore, questa settimana si comincia con le riaperture di tutte le attività, così si potrà celebrare la Messa come alla domenica (ore 9-11-18.30) con le precauzioni ormai assodate. Ed ecco l’idea stimolante di don Tonino: rilanciare la vita della parrocchia con uno slogan, “Ripartire dalla bottega di San Giuseppe”. Perché bottega vuol dire attività, impegno, idee, progetti, realizzazioni. “Mi sono ricordato - riprende il parroco - di avere da parte una vignetta che avevo chiesto anni fa per l’apertura dell’oratorio al mio amico disegnatore Renato Ciavola con il quale, al tempo della nostra gioventù, abbiamo per anni prodotto fumetti per le riviste della serie Segno del Mondo dell’Azione Cattolica Nazionale dei Ragazzi. Quella vignetta immaginava dei bambini e dei ragazzi che entravano gioiosi e veloci nella bottega dove san Giuseppe e Gesù stavano lavorando. Ho chiesto a Renato di aggiornarla, inserendo non soltanto i ragazzi ma tutta la parrocchia compresa l’immagine della chiesa, poi anziani e adulti. Il Ciavola, sbuffando come suo solito, mi ha accontentato con la solita bravura”. Ma l’idea iniziale di don Tonino si è allargata, ha preso le ali. Infatti, avendo pubblicato l’illustrazione sul gruppo WhatsApp e la pagina Facebook della parrocchia, tra i tanti che l’hanno ammirata ci sono stati gli amici della Porta del Piano, con il Priore della Porta omonima Luciano Robuffo, la responsabile delle infiorate Elisa Mariani e Maria Paola Balducci, che hanno chiesto di tradurla in infiorata dentro la chiesa, come è stato fatto a Natale scorso con la natività del Gentile da Fabriano. Il parroco ha accettato molto volentieri, come il disegnatore, perché una immagine così festosa ci vuole proprio per sollevarci e per tirarci su in una situazione che diventa sempre più pesante. È tradizione a San Giuseppe Lavoratore celebrare la festa parrocchiale valorizzando l’inventiva, la creatività, l’operosità allestendo mostre di ogni tipo. “Quest’anno – riprende don Tonino - desideriamo incoraggiare una ripresa di vita sempre più urgente. Chi avrà sotto gli occhi e verrà a vedere la Bottega di Giuseppe non potrà non riceverne una botta di speranza”.