Dialogo

Degrado in via Ramelli

Giovedì scorso il Consiglio comunale ha approvato la nostra mozione che impegna la Giunta a intervenire sul degrado del condominio di via Ramelli con il sottopasso da tempo imbrattato da scritte sui muri e rifiuti. Responsabili di questo degrado sia l'incuria di alcuni condomini sia i molti giovani che si rifugiano lì per mangiare una pizza, bere qualcosa o semplicemente per ripararsi dalla pioggia. Un passo avanti concreto, che ribadisce che il degrado non deve essere tollerato e che la comunità – e quindi il Comune – deve intervenire senza ritardo. L'intervento si articolerà principalmente attraverso l'Erap, soggetto titolato principale degli immobili, che dovrà farsi carico di una gestione più attenta e presente. È vero: la maggioranza ha voluto emendare l'impegno, ridimensionandolo rispetto alla nostra richiesta originale, che prevedeva un coinvolgimento diretto del Comune anche attraverso Anconambiente e risorse dedicate. Un impegno più blando, dunque, ma che non cancella la sostanza: la Giunta adesso è incaricata ufficialmente di intervenire e su questo faremo verifica. C'è però un secondo problema, che tocca da vicino il primo, e su cui vogliamo tenere alta l'attenzione: in città continuano a mancare spazi di aggregazione informale. Non ci sono giardini, panchine, aree in centro dove semplicemente stare insieme. Le ragazze e i ragazzi – che più di tutti hanno ancora, per fortuna, l'esigenza di incontrarsi in giro per la città – si inventano i luoghi: il parcheggio delle scuole, l'area intorno al ponte di Piazza Ciccardini, i piccoli punti di microaggregazione come la zona della parrocchia della Misericordia. E, appunto, il condominio di via Ramelli. I due problemi si toccano: dove mancano spazi dignitosi di aggregazione, il degrado riempie il vuoto. Chi non frequenta il Cag oggi, quindi la stragrande maggioranza è di fatto abbandonata a sé stessa.  Il nodo, quindi, resta aperto e lo terremo aperto: continuità degli interventi contro il degrado, certo. Ma soprattutto un investimento vero e diffuso in spazi di aggregazione informale in tutta la città, perché le ragazze e i ragazzi di Fabriano non meritano di crescere nei parcheggi.

Lorenzo Armezzani

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