Un raddoppio solo sulla carta?
Se sul versante marchigiano della Orte-Falconara i cantieri sono ormai una realtà, con le opere in piena attività tra Fabriano, Genga e Serra San Quirico, dall’altra parte dell’Appennino il quadro è completamente diverso. Il raddoppio ferroviario Fabriano-Gualdo Tadino, inserito nel più ampio progetto della tratta Foligno-Fabriano, è ancora fermo alla fase progettuale e, allo stato attuale, non dispone delle risorse necessarie per passare alla realizzazione. Un collegamento considerato strategico per unire in modo più moderno ed efficiente Marche e Umbria, ma che deve ancora trovare una concreta copertura finanziaria. Il progetto è particolarmente complesso e costoso proprio per le caratteristiche del territorio appenninico che dovrebbe attraversare. La stima dell’intervento si aggira intorno agli 1,9 miliardi di euro, una cifra legata anche alla necessità di realizzare importanti opere in galleria e infrastrutture necessarie per superare la conformazione montuosa dell’Appennino. Al momento, le risorse disponibili consentono di sostenere la progettazione di fattibilità, ma non di finanziare l’intera fase realizzativa. Di conseguenza, non esiste ancora una data certa per l’apertura dei cantieri, né tantomeno un cronoprogramma definitivo per la conclusione dell’opera. Il contrasto con ciò che sta accadendo sul versante marchigiano è evidente. Mentre tra Fabriano e Ancona il raddoppio procede attraverso cantieri, gallerie e viadotti, il collegamento verso l’Umbria resta ancora un progetto da finanziare. Una situazione che rende ancora più evidente la complessità dell’intera direttrice Orte-Falconara: un’unica infrastruttura strategica per collegare il Tirreno all’Adriatico, ma realizzata a velocità diverse e con alcuni suoi segmenti ancora in attesa delle risorse necessarie per trasformare i progetti in binari. Il nodo, dunque, non è soltanto tecnico. È soprattutto finanziario e strategico. La realizzazione del raddoppio richiederà infatti investimenti ingenti e una programmazione pluriennale delle risorse. Per ora, quindi, Fabriano-Gualdo Tadino rimane una promessa infrastrutturale ancora sulla carta. Un collegamento che potrebbe ridurre le distanze tra Marche e Umbria e completare il disegno di una moderna dorsale appenninica, ma per il quale non esiste ancora una data di partenza. E mentre da una parte della montagna il futuro della ferrovia sta già prendendo forma, dall’altra resta ancora una domanda senza risposta: quando arriveranno i finanziamenti necessari per far partire davvero il raddoppio?
Angelo Campioni








