Dialogo

Numeri, ma...soprattutto opere

C’è un modo di fare politica che richiede di rimboccarsi le maniche, affrontare i problemi della città e provare a risolverli, con tutti i limiti e le difficoltà di chi amministra, ma con la serenità di misurare il proprio impegno attraverso il bene comune. E c’è invece un modo di interpretare la politica attraverso le appartenenze, i colori delle maglie e le ragioni di parte, assumendo talvolta anche il ruolo di commentatore esterno rispetto alle vicende cittadine. Quando si sceglie di commentare l’attività di un’amministrazione, però, sarebbe utile farlo con cognizione di causa, trasparenza, partendo dai dati, verificando gli interventi realizzati e valutando concretamente ciò che è stato fatto. Basterebbe un po’ di onestà, intellettuale s’intende, o quantomeno un minimo di rispetto verso il cittadino, che no!, non è soggetto passivo e influenzabile di un qualsivoglia esperimento antropologico. Al contrario crediamo che il cittadino sia capace di formarsi un’opinione autonoma, e di partecipare alla vita pubblica della sua città, attraverso i report e i comunicati che l’amministrazione periodicamente rende pubblici e, ancora più semplicemente, osservando ciò che accade quotidianamente in città. Da parte nostra abbiamo sempre cercato di lavorare con tenacia, serietà e impegno, avendo ben chiari tre elementi: la comunità come punto di partenza da cui partire, un metodo fondato sulla ricucitura e una misura rappresentata dal moltiplicatore sociale degli interventi. Ogni intervento è stato valutato, progettato e, quando possibile, realizzato all’interno di questo quadro. Ci sono poi i risultati, che possono essere letti anche attraverso i numeri. Fin dai primi mesi del 2022 abbiamo lavorato, pur partendo da una struttura amministrativa con risorse limitate, per rimettere in moto la programmazione e la realizzazione delle opere pubbliche. Nel 2022 sono state avviate opere per oltre 3 milioni di euro, oggi completate. Nel 2023 il valore è stato di circa 8,7 milioni di euro, nel 2024 di circa 3 milioni, nel 2025 di circa 3,2 milioni e nel 2026 siamo già oltre i 5,8 milioni. Una parte significativa di questi interventi è già conclusa, mentre altri sono attualmente in corso. I numeri, da soli, possono certamente sembrare sterili, ma consentono al cittadino di disporre di dati oggettivi e verificabili per formarsi una propria lettura critica, invece di doversi appoggiare a opinioni teneramente ingenue di qualche ghostwriter. Per chi invece preferisce ai numeri le opere concrete ricordiamo le scuole Marco Polo e Mazzini, il cimitero di Santa Maria, le due rotatorie, gli interventi sulle frane di Moscano, Collepaganello e Belvedere, quelli conseguenti agli eventi alluvionali, gli investimenti sulla manutenzione delle strade, gli adeguamenti antincendio di numerose strutture comunali, gli interventi sugli impianti sportivi, la piazza di via le Povere, il recupero del retro di san Francesco, la fognatura in piazza Garibaldi, il fotovoltaico sul capannone del Foro boario, gli attraversamenti luminosi, il recupero della palazzina dell’anagrafe e anche il palazzetto. Allo stesso modo, sarebbe un po’ più corretto riconoscere che nei primi anni questa amministrazione ha dovuto lavorare anche sul rimettere in piedi una struttura organizzativa capace di rendere efficace la macchina amministrativa. E sarebbe altrettanto utile sapere, quando si commenta, che le opere pubbliche non si realizzano con un semplice atto amministrativo: richiedono complesse fasi progettuali progettazioni, finanziamenti, gare, autorizzazioni, verifiche, pareri di altri enti e una pluralità di passaggi che inevitabilmente incidono sui tempi. Questo non significa sottrarsi alla responsabilità sui risultati. Perché per fortuna l’amministrazione pubblica ha un hard disk con capienza illimitata: la trasparenza e la pubblicità dei suoi atti che consente ad ogni cittadino di seguire passo passo la macchina amministrativa. In questo quadro continuiamo a lavorare per il bene della comunità, cercando di costruire una prospettiva che non si limiti alla singola opera, ma guardi alla città nel suo insieme. Il recupero degli spazi, la rigenerazione urbana, l'edilizia sociale, la riqualificazione del patrimonio pubblico e la capacità di restituire funzioni e servizi ai luoghi della città rappresentano il metro attraverso il quale stiamo cercando di costruire il futuro di Fabriano. Preferiamo lavorare sulle opere, sui procedimenti, sui cantieri e sui risultati, sapendo che un'amministrazione si misura soprattutto sulla capacità di trasformare le risorse disponibili in interventi concreti che rimarranno alla comunità: in questo modo c’è poco da farsi cruccio per la durata! Alla fine, la differenza sta anche qui: nel modo in cui si sceglie di raccontare la città. Si può partire dalle appartenenze oppure dai fatti: le prime sono volatili, gli altri invece restano. Noi continueremo a sostare sui fatti, sulle responsabilità che abbiamo assunto e sul lavoro necessario per dare risposte alla comunità.

Lorenzo Vergnetta, assessore alla Rigenerazione Urbana del Comune di Fabriano

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