Cultura

Successo della lirica al Gentile

Grande festa per il Teatro Gentile da Fabriano! Dopo il riconoscimento come Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco, l’amministrazione comunale ha voluto offrire ai cittadini una serata veramente preziosa con l’esecuzione de La Traviata di Verdi, opera che insieme all’Aida inaugurarono il Gentile nel 1884. L’assessore alla Bellezza Maura Nataloni ha organizzato una piacevole sorpresa per la città, fatto sta che dopo poche ore di apertura per le prenotazioni il Teatro era completamente esaurito. Molte persone sono rimaste fortemente deluse nel non trovare più posto nella splendida sala e questo dovrebbe far riflettere l’amministrazione nel riprendere lo spettacolo prima che il Teatro chiuda per i lavori. Spettacolo che meritava e merita di essere visto. La Traviata è andata in scena al Gentile sabato 3 ottobre e, come dicevamo, con un tutto esaurito in ogni ordine di posti. La Regia era stata affidata al M° Ezio Maria Tisi, concittadino dai passati gloriosi nel campo della lirica, la direzione musicale al M° Stefano Bartolucci, alla guida dell’Orchestra Raffaello e del Coro “I Cantori della Città Futura” sotto la guida del M° Gilberto Del Chierico. Ma veniamo allo spettacolo: il sipario si è aperto subito sul celeberrimo preludio lasciando vedere la giovane protagonista in fondo al palco con la testa bassa in una luce scura e cupa. Il regista Tisi aveva già dichiarato che sarebbe stato un allestimento che intendeva concentrarsi sulla vita infelice di questa giovane ragazza, cortigiana mantenuta dai vari potenti del periodo. Inizia nell’oscurità e nel vuoto di una giovane vita dedita alla prostituzione, ma improvvisamente arriva l’amore, quello vero del giovane Alfredo Germont. Momenti di gioia, di luce, di speranza, ma purtroppo certi pregiudizi distruggono tutto, pregiudizi ancora attuali come abbiamo potuto vedere dall’uso dei costumi, non più ambientata nell’ottocento ma ai giorni nostri. In fondo nulla è cambiato. Tornando al preludio la protagonista nel momento musicale più celebre, rappresentante l’amore che nasce, avanza fiduciosa e felice, poi si siede rassegnata alla sorte. La scena prende vita con l’ingresso degli ospiti di Violetta. Il coro in abiti molto eleganti rimane statico come ”un pubblico che assiste imperturbabile alle vicende della vita” (citazione del regista). Così prosegue lo spettacolo nei vari atti con effetti di luce veramente sorprendenti e di gusto. Il nero prevale nei costumi, tutti eleganti e raffinati. Soltanto i tre interpreti principali usavano abiti di diversi colori, probabilmente per evidenziarli dalla massa indifferente. Durante il secondo atto, la festa di carnevale nella casa di Flora, tutti indossano delle belle maschere, compresa Violetta che compare al braccio del barone, tornata a fare la mantenuta per il giuramento fatto al Padre di Alfredo di lasciarlo. Una maschera Rossa e nera e un boa di struzzo rosso, colori che ci fanno pensare alle prostitute di una volta, così si facevano riconoscere. Una bellissima sorpresa la danzatrice Arianna Buselli che, con la coreografia di Mauro Bocchi e Anna Gasparini ha entusiasmato il pubblico con una grinta meravigliosa. L’ultimo atto si presentava in quella luce fredda evidenziando la solitudine della protagonista fino al drammatico finale. Interpreti Noemi Umani, bellissima e di una bravura straordinaria nel terribile ruolo di Violetta, sempre espressiva sia nel canto che nella recitazione. Veramente Bravissima! Al suo fianco il tenore Enrico Giovagnoli che con voce salda e fresca ha interpretato il giovane Alfredo Germont. Nel Ruolo di Germont Padre il baritono Ferruccio Finetti che con eleganza vocale e scenica ha dato vita a un personaggio saldo e sicuro di sé. Negli altri ruoli La Flora di Jimena Llanos, elegante e precisa, l’Annina di Carla Carballo, Il tenore Patrizio Saudelli sempre preciso nel ruolo di Gastone e il basso Ezio Maria Tisi nel ruolo dell’amico Dottor Grenvil, sempre con voce calda e potente. C’erano poi Oliver Mani Bekono e Giorgio Olmeda. Uno spettacolo veramente raffinato ed elegante. Tantissimi applausi a scena aperta e un’ovazione alla fine per tutti gli artisti. Una lode in particolare a Giuseppe di Paola e i suoi collaboratori di DPM Service per le bellissime luci che hanno valorizzato al massimo lo sforzo degli artisti in scena. Una serata speciale, un pubblico veramente caldo ed entusiasta, apprezzato con tanta gioia da tutti gli artisti e le persone che hanno collaborato alla realizzazione di questa serata festosa. Il Gentile è un Teatro storico, nato proprio per la lirica, dato che era lo spettacolo più popolare in quei secoli passati, e ora sentire risuonare di nuovo questa musica meravigliosa apre il cuore di gioia e speranza per un futuro molto più attivo in questo genere, dato che è proprio la nostra storia.

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