Cultura

San Biagio in Caprile diventerà un ostello

San Biagio in Caprile

San Biagio in Caprile

Uno dei gioielli monastici e architettonici del fabrianese, è senz’altro l’abbazia di San Biagio in Caprile, ubicata a Campodonico, la quale subirà, da qui a breve, un cambio di destinazione d’uso, in quanto destinata a diventare un ostello per i turisti. E’ stato approvato il progetto di riqualifica della struttura mediante i fondi del Gal (Gruppo di azione locale) che sono gestiti direttamente dalla Regione Marche. Saranno erogati 150 mila euro ai quali sono da assommare i 17 mila provenienti dal Comune di Fabriano. Nel progetto è prevista una foresteria, dopo i lavori volti alla sistemazione delle parti interne dell’edificio. Resta da stabilire a chi affidare l’ostello, scelta da determinare, con ogni probabilità, mediante un bando pubblico. L’abbazia di San Biagio in Caprile fu fondata intorno al 1030 dai Conti di Nocera e di Gualdo che in quel periodo governavano la valle di Salmaregia. Nel 1060, per mancanza di religiosi, passò sotto le dipendenze di Santa Maria d’Appennino che provvide ad inviarvi una comunità di religiosi. Nel 1443 un incendio la distrusse insieme all’archivio e il complesso passò, per volere d’Eugenio IV, alla Congregazione Silvestrina. Nel 1665 fu elevata ad abbazia titolare e nel 1810 venne venduta ai privati. Oggi dell’antico complesso non rimane che la chiesa a pianta rettangolare, a suo tempo ornato dai famosi affreschi dell’anonimo Maestro di San Biagio in Caprile (oggi visibili a Urbino, nella Galleria Nazionale delle Marche), mentre gli edifici monastici sorti intorno al chiostro sono tutti andati distrutti.