Cacciano sul... Corriere della Sera
Anche “Il Corriere della Sera” si sta occupando della nostra frazione dei murales, Cacciano, autentico caso di un piccolo borgo capace di valorizzare la propria arte. La giornalista Laura Aldorisio ha pubblicato nei giorni scorsi un suo articolo sul “Corsera” per la rubrica “Buone notizie”. Ve lo riproponiamo, visto che si parla di noi attraverso la stampa nazionale.
Cacciano è una piccola frazione di Fabriano e conta 90 abitanti appena. Ma da qualche anno accoglie migliaia di turisti attratti da una nuova bellezza. Le case, circondate dalle montagne e dai boschi, oggi sono rese arte. Sono sessanta ormai i murales che arricchiscono i muri delle abitazioni e raccontano la vita di Cacciano, oggi un museo a cielo aperto. Il contadino che torna dalla campagna, il lavatoio dove una volta si lavavano i piatti, le api che producono il miele della zona sono tra i soggetti dei graffiti. Descrittivi quindi, mentre altri sono un richiamo all'arte classica, ma ce n'è uno che si distingue tra tutti, che incuriosisce per il suo pieno realismo. Su un muro alto nove metri è raffigurata Italia, una contadina di 91 anni, la cui casa è a due metri dal murale. «Un giorno passeggiavo perii paese alla ricerca di soggetti da poter poi raffigurare», racconta Federico Zenobi, artista e direttore artistico di Cacciano, «quando ho intravisto questa signora trasportare una carriola piena di legno. È piccola di statura, taciturna, ma tutto il giorno ancora lavora nell'orto e non solo. Mi sono detto che le avrei voluto fare un omaggio e, attraverso il suo nome, a tutta l'Italia. L'ho fermata e le ho chiesto il permesso di poterla fotografare per poi ripro-durla. Ha accettato» e da allora i turisti le bussano alla porta e le chiedono a loro volta una fotografia, un selfie, davanti al murale, che l'ha già resa eterna. «Noi non ci aspettavamo tutto questo ritorno», dice Giampiero Scotini, vice presidente del Circolo Cacciano, la realtà da cui tutto ha avuto inizio. «La piccola dimensione del paese non ci ha mai consentito di poter anche solo pensare di organizzare una sagra culinaria concentrata in due giorni, non avremmo avuto lo spazio fisico per poterla fare. Abbiamo dato vita, allora, alla sagra della cultura, una mostra visitabile in un lungo lasso di tempo. Ma un giorno una signora ci lancia una provocazione: perché non fare alcuni murales? Da lì non ci siamo più fermati». I primi vengono realizzati su alcuni pannelli, dato che la disponibilità di muri era difficile da ottenere. Poi sono arrivate la fiducia, le autorizzazioni e la collaborazione di molti artisti. Sono nate l'opera chiamata «Zia Ita», diminutivo di Italia, e la «Creatrice» di Federico Zenobi, il «Bassorilievo dei Ricordi» di Corrado Caimmi e il «Ritorno dalla Campagna», realizzate dall'artista Adriana Gigliarelli. La realizzazione dei murales comporta spese autofinanziate direttamente dal paese, coni il sostegno del Comune di Fabriano e della Regione Marche. Quattro anni fa il passaparola ha fatte esplodere il fenomeno di Cacciano, oggi ribattezzato anche sui social «il paese dei murales». Il borgo ha avuto una rivalutazione senza pari e ora è allo studio una nuova offerta di servizi, da quello alberghiero, oggi completamente assente, a quello culinario, oggi limitato al ristorante del Circolo. «Organizzeremo, a partire dalla prossima primavera, anche degli itinerari naturalistici a piedi o in mountain bike lungo le montagne che circondano il paese», continua Scotini. E pensare che noi avevamo fatto tutto questo solo per rendere il paese ancore più bello».















