Rete solidale per gli anziani
La vicenda della pandemia non è ancora stata archiviata. Sebbene il vaccino sembri dare i risultati sperati, non riesce a rimarginare la ferita profonda inflitta durante la quarantena. Il costante confronto con il pensiero della morte e della solitudine è una sfida che non tutti possono permettersi di sostenere a lungo. Roberta Pellicciari, presidente dell’associazione Avulss, ci parla di un progetto finalizzato allo scopo di aiutare le persone, ascoltarle e star loro vicino, migliorandone la qualità della vita. Il progetto “RE.SOL- Rete solidale volontari anziani di comunità” è stato presentato alla Regione Marche nel novembre del 2019 ed è stata approvato e finanziato nel 2020. Nasce da una fitta rete di collaborazione tra associazioni che si impegnano a creare un mondo più umano. L’associazione Avulss è capofila del progetto a cui partecipano l’associazione Quadrifoglio, l’associazione Attivamente Alzheimer, presenti sul territorio fabrianese e l’associazione 4 Maggio 2008 di Cerreto d’Esi e l’associazione Adoc. L’Avulss con i suoi volontari si è adoperata in un servizio di ascolto telefonico, la Quadrifoglio si è prodigata con il social market, nella distribuzione di aiuti alimentari sostenendo circa 200 famiglie ed ha attivato con la Cooperativa Reg orti sociali per alcune famiglie bisognose. La 4 maggio 2008, ha organizzato nelle scuole con insegnanti, ragazzi e familiari degli incontri mirati a contrastare i comportamenti che alimentano situazioni di disagio negli adolescenti quali il bullismo e il cyberbullismo. Attivamente Alzheimer ha organizzato incontri di formazione e informazione per le famiglie che convivono con questa patologia- Infine l’associazione Adoc consumatori ha aperto uno sportello per fornire alla cittadinanza informazione sulle truffe telefoniche e di altre utenze domestiche. L’obiettivo del progetto è stato quello di portare speranza laddove c’è il rischio di spegnersi, restituendo la gioia di sorridere attraverso relazioni umane. “Non è stato facile all’inizio” racconta Roberta Pellicciari “perché ai problemi della solitudine si sono aggiunti i problemi della chiusura per pandemia. Le associazioni si sono messe in gioco in condizioni fortemente sfavorevoli, affrontando la sfida per aiutare il prossimo”. Spesso è stata adottata una modalità a distanza sia per venire incontro alle direttive del governo sul distanziamento sociale sia per non tradire i bisogni delle persone che avevano difficoltà e paura a relazionarsi. Il progetto si concluderà con un convegno, oggi, venerdì 29 ottobre alle ore 17 all’Oratorio della Carità sul tema: “Dalla resistenza al cambiamento. Nuove forme di resilienza” con gli interventi del prof. Fabio Migliorini e del prof. Massimiliano Colombi. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza, con l’applicazione delle disposizioni anti Covid.















