Primo premio in Sicilia per gli studenti del Morea
Gli studenti dell’Istituto “Morea” di Fabriano hanno ottenuto il Primo Premio della XXII rassegna nazionale del cortometraggio, svoltasi a Palermo nell’ambito del 62° Convegno Internazionale di Studi Pirandelliani. Alla loro seconda partecipazione, sono riusciti a conseguire il riconoscimento più prestigioso, dopo averlo sfiorato lo scorso anno quando la giuria aveva attribuito loro una menzione speciale. L’opera presentata, dal titolo Come mi scrivevi, esplora il rapporto amoroso e artistico che legò Luigi Pirandello alla sua attrice e musa Marta Abba. La giuria ha particolarmente apprezzato la scelta di un linguaggio cinematografico che pone al centro la scrittura, non solo come tema ma come presenza fisica e sonora: il frusciare della penna sul foglio, il ticchettio della macchina da scrivere, le didascalie che sostituiscono i dialoghi. Una soluzione narrativa raffinata che mette in luce come la relazione tra Pirandello e Marta Abba non si sia mai tradotta in un rapporto convenzionale, trovando invece la sua forma più autentica nelle lettere e nelle opere teatrali che l’autore compose pensando alla grande attrice. Una storia, questa, che sembra riecheggiare la celebre frase del drammaturgo: “La vita o si vive o si scrive, io non l’ho vissuta se non scrivendola.” La premiazione si è svolta ad Agrigento, città natale dello scrittore e Capitale Italiana della Cultura 2025. Gli studenti hanno così avuto la preziosa opportunità di visitare la casa natale di Pirandello e il luogo della sua sepoltura, un’urna murata in un masso in aperta campagna, secondo le sue ultime volontà. Un’esperienza intensa, che ha unito studio, emozione e consapevolezza del lascito culturale del grande autore. Il rapporto tra le scuole fabrianesi e il Premio Pirandello affonda le sue radici nel tempo ed è stato spesso coronato da ottimi risultati. Quest’anno è stato il Morea a riportare a casa il primo posto nella sezione principale della rassegna. Classificarsi primi in un concorso di respiro nazionale, valutato dai maggiori studiosi dell’opera pirandelliana, rappresenta già un traguardo significativo; che a raggiungerlo siano gli studenti di un istituto tecnico lo è ancora di più. Si conferma infatti quanto la cultura umanistica non appartenga esclusivamente ai licei ma sia un patrimonio comune, capace di parlare a chiunque sappia accoglierla con curiosità e impegno. Il successo è merito soprattutto dei ragazzi, che hanno partecipato con passione e responsabilità, ciascuno valorizzando le proprie inclinazioni e collaborando in un clima di inclusione e, soprattutto, divertimento. A guidarli, i docenti referenti Stefano Ambrosini e Nicoletta Rosetti, ormai noti come gli Ambrosetti Bros. Il cortometraggio è stato realizzato interamente con le risorse interne dell’Istituto, sia in termini di mezzi sia di competenze tecniche. Questo tipo di esperienza rientra nei cosiddetti “compiti di realtà”, attività che superano la mera fruizione dei contenuti sui libri di testo e chiedono agli studenti di trasformare la conoscenza in un prodotto concreto, dotato di autonomia espressiva. Nei contesti degli istituti tecnici, i compiti di realtà rappresentano un ponte naturale tra teoria e pratica: permettono ai ragazzi di scoprire che ciò che imparano non è astratto, ma uno strumento vivo, capace di tradursi in progetti complessi, creativi e professionalmente significativi. È proprio questa la forza dell’istruzione tecnica contemporanea: unire competenze operative e formazione culturale, offrendo agli studenti occasioni autentiche per misurarsi con situazioni reali e sviluppare competenze trasversali, oggi indispensabili. I referenti sono già al lavoro sul tema del prossimo convegno, dedicato al romanzo pirandelliano che più di tutti affronta la frammentazione dell’Io e il relativismo conoscitivo: Uno, nessuno e centomila. Un nuovo percorso affascinante attende dunque gli studenti fabrianesi che si cimenteranno nella prossima edizione. A tutti loro, un sentito in bocca al lupo!















