Cronaca

Disturbi alimentari: parliamone...

Disturbi alimentari: parliamone...

Disturbi alimentari: parliamone...

“Il convegno del 17 maggio scorso a Fabriano sui disturbi alimentari – ha sottolineato Enrico Bellucci della segreteria della direzione generale degli Ospedali Riuniti delle Marche - rappresenta una rilevante iniziativa di sensibilizzazione e prevenzione su una categoria di disturbi in costante aumento tra i giovani. Il fine è quello di promuovere la conoscenza di questa patologia, affinché emerga la consapevolezza sia nei giovani che negli adulti della complessità del disagio sotteso. Può essere una preziosa occasione di confronto per promuovere un cambiamento culturale oltre ad una profonda riflessione personale sul senso della vita nel mondo moderno”. Partecipare al 4° convegno sui DCA dedicato ad Alessia Garaffa, è, come ogni anno, un tentativo di dimostrare che le istituzioni devono fare prevenzione, e che provano a dare una risposta al disagio che i giovani spesso non sanno esprimere o lo fanno in maniera sbagliata.  “Ci auguriamo – ha ricordato Michele Severini, dirigente medico psichiatra - che il sacrificio di Alessia serva alle istituzioni per non lasciare i ragazzi da soli, ma che metta loro a disposizione servizi con personale dedicato e formato ad accoglierli”. Per la dottoressa Simona Lupini: “Ho esposto i diversi livelli di servizi presenti nel territorio per una presa in carico tempestiva dei nuclei familiari che affrontano i primi segnali di un disturbo del comportamento alimentare, nonché le raccomandazioni del Ministero della Salute con le iniziative per la prevenzione messe in campo per le cittadine e cittadini italiani”. Ha proseguito la dottoressa Martina Carletti: “Ho parlato di comunicazione inclusiva, tema di crescente importanza nell’ambito dei disturbi alimentari, poiché queste problematiche sono ancora spesso fraintese, stigmatizzate o trattate in maniera superficiale. Le parole, le immagini e la musica sono strumenti potenti che, se utilizzati in maniera consapevole e sensibile, possono contribuire a una narrazione più sana e rispettosa. Lo scopo è quello di aiutare la società a parlare in modo empatico, quindi utilizzare un linguaggio che riconosca la difficoltà della persona, senza sminuire o ridurre l’esperienza; utilizzare un linguaggio che incoraggia la ricerca di aiuto; e valorizzare la diversità corporea, in contrasto con gli ideali irrealistici proposti dai media e dalla società”. E’ intervenuta anche la dottoressa Maria Vicini: “Nel mio intervento si è parlato di come la comunicazione rispetto ai canoni di bellezza e all'alimentazione sui media, e in particolare sui social network, possa rappresentare un fattore di rischio per i Disturbi alimentari. Rispetto al corpo, i social diffondono un ideale di bellezza, e di prestazione fisica, poco realistico per cui possono concorrere ad aumentare l'insoddisfazione corporea, diminuendo l'autostima. Rispetto al cibo, diffondono informazioni false, o sicuramente confondenti, e a volte pericolose perché suggeriscono stili alimentari poco sani e restrittivi, non favorendo lo sviluppo di stili alimentari salutari, sia per il corpo che per la psiche. È importante quindi che gli adulti accompagnino i giovani nella comprensione dei messaggi veicolati dai social media rispetto a corpo e alimentazione”. Infine l’organizzazione ha voluto invitare al convegno il dottor Daniele Pagnani, biologo nutrizionista, che ha uno studio qui a Fabriano e anche lui tratta sui DCA disturbi del comportamento alimentare. Infine le parole di Loredana Garaffa, la mamma di lessia, ovvero colei che ha voluto fortemente realizzare questi tavoli di confronto: “Credo – ha detto - che se lavoriamo tutti insieme possiamo essere una catena per poter essere d'aiuto ai ragazzi e adolescenti. Con la speranza che non ci siano più altri casi come quello di Alessia che compiono gesti estremi colpiti da questa malattia. Spero di poter essere d'aiuto. Ringrazio immensamente tutti i medici che hanno collaborato, ringrazio l'assessore Serafini del Consiglio comunale di Fabriano per essere stato presente e avere speso delle parole per questi ragazzi. E ringrazio la moderatrice Catia Stazio che ci affianca fin dal primo convegno del 2022 e l’aiutante collaboratrice Alessia Pece che da 3 anni è arrivata in questo percorso di sensibilizzazione. Solo uniti possiamo abbattere i muri di tabù e non aver paura di parlare di questa malattia”.