Centenario della croce di Nebbiano
Tantissime le persone intervenute per il centenario della Croce di Nebbiano, il simbolo sacro posto in vetta all’omonimo monte. Il piccolo miracolo avvenne nel 1923 quando un tenace comitato presieduto dal Cav. David Fiorani materializzò in soli otto mesi il progetto, riuscendo a superare ogni difficoltà logistica ed economica. Domenica 10 settembre scorso gli escursionisti hanno raggiunto la croce sia a piedi che in bicicletta, accompagnati da guide certificate, grazie a percorsi appositamente differenziati. La sentita cerimonia ai piedi della Croce ha avuto inizio con i saluti dell’amministrazione nella persona dell’assessore Maurizio Serafini ai quali è seguito l’intervento di Fabrizio Moscè per la ricostruzione storica e la lettura di un racconto in tema di don Tonino, l’ex parroco con il cuore inevitabilmente legato a questi luoghi, che poi ha anche concelebrato la Messa in paese. Allo stesso assessore Serafini e al presidente dell’Unione Montana Giancarlo Sagramola l’onore di scoprire la targa commemorativa a ricordo; la celebrazione si è conclusa con la benedizione del parroco don Gianni Chiavellini. Alla Santa Messa in paese è poi seguito l’immancabile pranzo, un bellissimo momento conviviale ad incoronare una giornata memorabile; l’esperienza è sicuramente da far ritornare tradizione di Nebbiano. Molte le persone da ringraziare oltre quelle già citate, a cominciare dall’assessore regionale Chiara Biondi presente nonostante i numerosi impegni, Barbara Pallucca in rappresentanza della Pro Loco, i componenti del locale Comitato Organizzatore, il Cai sezione di Fabriano per la professionalità nella guida dei gruppi, la Croce Azzurra e i suoi operatori, gli Amici delle Due Ruote, la Ristorart per il pranzo luculliano, gli abitanti del paese ed in modo particolare le signore nebbianesi per aver deliziato i presenti con i loro dolci, e chiunque altro abbia contribuito all’ottima riuscita dell’evento. Riprendere la tradizione del pellegrinaggio annuale alla Croce non è il solo obiettivo, d’altra parte l’ostinazione e il sapersi rimboccare le maniche sono insiti nella natura di chi abita e vive questi luoghi. Si sta già pensando ad un ulteriore ambizioso progetto che è quello di far diventare il monte di Nebbiano un maestoso albero di Natale che possa eguagliare in altezza e splendore quello eugubino.















