Cronaca

Frazioni: uscito il libro su Nebbiano-Collegiglioni

Frazioni: uscito il libro su Nebbiano-Collegiglioni

Frazioni: uscito il libro su Nebbiano-Collegiglioni

Già in uscita il terzo volume di don Leopoldo Paloni sulle frazioni che riguardano questa volta l’accoppiata Nebbiano-Collegiglioni. Il libro si può acquistare solo in redazione.

Nebbiano e Collegiglioni luoghi antichi, magari sparpagliato il primo e minuscolo il secondo, ma con una precisa identità entrambi e con una storia che merita di essere raccontata. Identità formatesi attorno alle rispettive parrocchie e portate avanti nonostante tutto. La parrocchia di Collegiglioni lega la sua storia alla congregazione camaldolese che ne deteneva il beneficio e vi nominava il parroco. La sua era una condizione dura, perché scarsa era la paga e molto scarsa la possibilità di integrarla adeguatamente con gli incerti di stola (battesimi, funerali e matrimoni) vista l’esiguità della popolazione. Unici vantaggi: la relativa vicinanza alla città e la presenza di ville signorili (conti Vallemani prima e Bargagnati dopo) che furono sempre molto munifici. In tempi, più recenti, finita la tutela dei camaldolesi, la parrocchia difficilmente avrà un titolare che vi si stabilisce a lungo, essendo utilizzata da molti parroci solo come una prima sede in attesa di concorrere a cure più prestigiose. A Nebbiano vi era una maggiore popolazione, ma la vastità del territorio costituiva un problema. Ricordiamo di questa parrocchia la figura di fra Raffaello da Nebbiano, monaco camaldolese del XVIII secolo morto in fama di santità e famoso per i suoi colloqui familiari con la Santa Vergine. In tempi più recenti Nebbiano ha dato i natali a Mons. Pacifico Fiorani vescovo di Osimo e don Achille Berna Berionni santo e coltissimo sacerdote. Gente buona quella di Nebbiano come dimostra il fatto che l’8 agosto del 1917 quando i fratelli Cerini erano al fronte va a fuoco la loro capanna contenente tutto il raccolto e le due donne con i loro 9 figli si ritrovano senza nulla da mangiare e sopravvivono solo grazie alla solidarietà dei vicini. La vita a Collegiglioni era dura, ma la gente era onesta ed era un paese tranquillo, almeno fino a quando nel 1864 il brigante Cinicchia originario di Assisi decide di stabilire nei pressi di Pontebovesecco una delle sue basi e a derubare i viandanti. Cinicchia verrà arrestato ma riesce ad evadere e fugge in America dove nel 1901 spedisce ai familiari la sua ultima lettera. Dopo due anni Cinicchia muore ma resta la sua leggenda e la frase “Ne hai fatte tante come Cinicchia” testimonia la durata del mito.

Don Leopoldo Paloni