Cronaca

Nel segno di Francesco Merloni

Foto Cico

Foto Cico

Ieri, 17 settembre, i 100 anni di Francesco Merloni sono stati celebrati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla presenza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nello stabilimento di Albacina, dove è stato rimarcato il successo di un grande uomo d’azienda. Erano presenti, tra gli altri, Giancarlo Abete, Giuliano Amato, Mario Draghi, Enrico Letta, Romano Prodi, Alessandro Profumo, Andrea Sironi, Giovanni Gorno Tempini e Flavio Valeri: vale a dire il gotha della politica e della finanza italiana. Presenti i nostri Vescovi, Mons. Francesco Massara e quello emerito Mons. Giancarlo Vecerrica. Molto significative le parole del presidente della Repubblica: “Riflettiamo su una testimonianza di vita significativa del nostro presente e ispiratrice del nostro futuro. Quella di Francesco Merloni è una storia che ha riguardato e riguarda non solo Fabriano e le Marche. Parliamo di una terra da cui non ha mai voluto separarsi per vivere un’esperienza che ha riguardato l’intera Italia fino ad estendersi nel mondo”. Il figlio Paolo Merloni, che assunto le redini del padre, ha dichiarato che nello stabilimento di Albacina, riacquistato dopo l’abbandono da parte di Whirlpool, sarà realizzata una fabbrica di 30mila metri quadrati si inserirà all’interno di un piano di investimenti da 500 milioni.  A Cerreto d’Esi sono rientrati gli scaldabagni di fascia alta prima realizzati in Cina e ad Arcevia è stata inaugurata la prima fabbrica di schede elettroniche del gruppo. Quindi ad Osimo, in un hub da 90mila metri quadrati aperto nel 1996 e ampliato nel 2017, si concentrano le caldaie domestiche e commerciali. L'investimento si inserisce in un piano pluriennale avviato dal gruppo in Italia, dove ha sette siti produttivi, con l'obiettivo di rafforzare la ricerca e sviluppo nelle tecnologie chiave e al tempo stesso e di dotarsi di un'impronta adeguata a sostenere la crescita di lungo periodo. Come detto da più parti, il quarto capitalismo di Francesco Merloni dimostra che la competitività non vuol dire desertificazione e delocalizzazione.  

Ampio servizio sulla versione cartacea della prossima settimana.