Piano infrastrutturale sul territorio
Via libera della Giunta regionale al Piano Infrastrutture Marche 2032, corredato di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Un documento strategico che definisce l’assetto infrastrutturale futuro della Regione, con una visione integrata e sostenibile e una prospettiva di investimenti complessivi pari a 5,9 miliardi di euro. Fondamentale il passaggio da una conformazione “a pettine” ad una “a maglia”, sia su gomma sia su ferro. Su gomma l’intento è quello di far incrociare le quattro superstrade marchigiane, SS4 Salaria, SS77 e 76 (Quadrilatero) e l’E78 Fano-Grosseto (da completare), con le longitudinali rappresentate dall’A14 e dalla Pedemontana delle Marche (che si sviluppa, in parallelo all’A14, da Urbino ad Ascoli Piceno e che va completata). A questa maglia di strade si aggiunge quella di “ferro”, con l’Anello Ferroviario Ascoli-Porto d’Ascoli-Civitanova Marche-Fabriano, che il Piano prevede, in prospettiva, prosegua verso Urbino, attraversando Pergola lungo la tratta della Subappennina Italica riattivata nel 2021 a fini turistici, ricongiungendosi poi a Fano con la Ferrovia Adriatica. Un Anello da agganciare sempre di più anche alla diagonale Orte-Falconara. Al centro della “maglia” gomma-ferro, il triangolo porto di Ancona- aeroporto di Falconara- interporto di Jesi, il cuore della piattaforma logistica delle Marche, che deve offrire opportunità di sviluppo, sia ai territori interni e della media collina che ai comuni dell’intera fascia costiera, abbattendo le diseguaglianze territoriali tra costa ed entroterra, tra nord e sud della regione e tra piccoli e grandi centri.















