Ambito 10 sul gioco d'azzardo: numeri preoccupanti
Gli scandali sportivi hanno riportato all’attenzione l’emergenza gioco d’azzardo, che viene spesso definita “ludopatia”: parliamo di una dipendenza estremamente eterogenea, in cui ogni fascia d’età ha “prodotti” diversi, mirati sui suoi gusti e sulle sue modalità di fruizione, e che negli ultimi 20 anni ha visto una fioritura dell’azzardo, online e offline. Come se non bastasse, il ritmo dell’azzardo è stato velocizzato il più possibile, in modo da creare subito l’impulso a giocare di nuovo per rifarsi della perdita: le partite alle slot sono diventate molto brevi, le estrazioni arrivano ogni 5 minuti, e le scommesse istantanee vengono fatte online mentre si guarda la partita, dilatando al massimo il tempo di gioco. Le Marche sono purtroppo una delle Regioni più colpite dal fenomeno dell’azzardo patologico: i nostri corregionali dedicano al gioco d’azzardo quasi 2 miliardi di euro l’anno. A livello sociale, i giovani, soprattutto di sesso maschile, sono presi di mira dalle scommesse, la testa d’ariete con cui il gioco d’azzardo si insinua negli italiani da quando sono piccoli: più trasversale, per età, per genere e anche per provenienza geografica, è il ricorso alle slot machine. Gli anziani italiani over-65 sono più orientati verso il lotto istantaneo, il gratta e vinci, e il bingo. Una ricerca nazionale del 2017 stimava in oltre 33 milioni di euro l’importo speso dai cittadini della sola Fabriano: il dottor Filippo Santi, del SerD Fabriano, spiega come attualmente siano una diecina i pazienti seguiti nel nostro territorio per gioco d’azzardo patologico, sui 413 complessivamente in carico alla sanità regionale. Un numero probabilmente sottostimato, per la difficoltà di ammettere la propria condizione e anche per l’eterogeneità dei profili, che finora ha reso complesso creare un gruppo terapeutico dedicato. Negli ultimi 2 anni, tuttavia, è aumentata la presa in carico, grazie a una migliore attività di sensibilizzazione e al passaparola, oltre che alla collaborazione con Adoc, l’associazione di consumatori che con i suoi esperti legali e finanziari collabora alla tutela delle vittime di azzardo patologico. Oltre a nuove iniziative di sensibilizzazione, grazie anche ai fondi ministeriali Gap, nel corso del 2024 si vuole lanciare anche il gruppo terapeutico. Una delle distinzioni più insidiose, specialmente quando si parla di giovanissimi, è proprio quella tra “gioco sano” e gioco d’azzardo: l’uso del termine “ludopatia”, pur immediatamente comprensibile, rischia di far buttare via il bambino con l’acqua sporca. Il gioco è infatti una funzione centrale nelle nostre società e anche nel nostro processo di sviluppo individuale: grazie al gioco impariamo a collaborare, a rispettare le regole, a fare i conti con le sconfitte e a gestire le vittorie. L’Ambito Territoriale Sociale 10, che coordina i servizi sociali nell’area montana, ha quindi deciso di affrontare il rischio dell’azzardo patologico con un progetto, Tuttingioco, che mira a stabilire una distinzione chiara tra sport, attività ludiche e azzardo. Un itinerario di iniziative che, tra 2022 e 2023, ha toccato molteplici temi di disagio sociale e giovanile, sempre utilizzando il linguaggio dell’approfondimento. Il 30 settembre 2022, si è svolto a Sassoferrato l'evento “Sport e Social media”, organizzato in collaborazione con le società sportive della città e con la partecipazione del comunicatore Paolo Nanni e del kayakista Alessandro Gattafoni, che è stata l’occasione in cui affrontare il tema del calcioscommesse. Il rapporto sport-digitale-consapevolezza dei genitori e dei ragazzi sarà anche al centro dell’incontro “Niente panico, è solo la rivoluzione digitale”, organizzato sempre dalle società sportive e dall’Ambito per questo 27 ottobre, alle 18, a Palazzo Oliva a Sassoferrato. Tra marzo e maggio 2023, si sono svolti 2 incontri formativi sui rischi delle dipendenze digitali e della dipendenza da azzardo con gruppi giovanili. Sempre a maggio, alla parrocchia della Misericordia a Fabriano, il ciclo di eventi “I Nodi della vita” ha ospitato il matematico Umberto Giostra, che ha mostrato la matematica spietata che c'è dietro i giochi d'azzardo, sottolineando anche l'enorme differenza rispetto al passato a livello di attrattiva e di probabilità sfavorevoli. Il nesso tra digitale e azzardo è stato affrontato anche nell’evento “Il Villaggio digitale” a Cerreto d'Esi, collegando l'azzardo ai comportamenti digitali, in particolare ai videogiochi che mutuano alcuni stratagemmi dell'azzardo, come la velocità di risposta e il premio casuale all’acquisto. In un territorio come il nostro, in cui anni di difficoltà hanno lasciato profonde ferite sia negli adulti sia nei più giovani (le famiglie che usufruiscono dei servizi di educativa domiciliare sono passate dalle 50 del 2016 alle 79 del 2021), è fondamentale proseguire nell’alleanza forte tra servizi sociali, sanità, scuole e Terzo Settore, per costruire interventi di prevenzione costante, anche potenziando i centri di aggregazione destinati agli adolescenti.















