Cronaca

Uscita di sicurezza, ecco gli incontri

Uscita di sicurezza, ecco gli incontri

Uscita di sicurezza, ecco gli incontri

Se è vero che la pandemia rientra nei momenti peggiori vissuti dall’umanità, è anche vero che in quel periodo così nefasto, le persone hanno raggiunto la consapevolezza della necessità di ricevere un gesto amorevole e disinteressato, che potesse sollevarli dalla propria misera condizione. Il senso di solitudine provocato dalla quarantena non si è dileguato subito dopo la conclusione di quest’ultima, ma è sopravvissuto alla riapertura delle attività… esattamente come il virus. Ha approfittato della condizione di arresto forzato in cui vigevano i suoi ospiti, per poter introdursi nei tessuti delle loro anime. Qui ha prosperato, prolificando e inducendo uno stato di ansia da prestazione nel paziente, il quale si mostrava renitente a compiere qualsiasi dovere, come bloccato da muri invisibili. Proprio queste pareti che non si vedono rappresentano l’ostacolo che il progetto di “L’oro sono loro” invita a superare. Una proposta nata in seno all’Ufficio per la Pastorale Scolastica della Diocesi Fabriano-Matelica, il cui obiettivo era, inizialmente, offrire un’alternativa alla segregazione della pandemia, ricordando il potenziale insito in ogni individuo, attraverso eventi incentrati sull’infinito desiderio del cuore umano. L’iniziativa era rivolta principalmente ai giovani, che sebbene fossero meno soggetti al rischio di contagio, hanno subito un duro colpo sul piano emotivo e psicologico. Infatti, vedendosi sottratta la possibilità di incontrarsi e socializzare, si sono trovati da soli dinanzi alle loro fragilità. Un confronto da cui non sempre si esce vittoriosi, soprattutto in una società costantemente interconnessa che non privilegia un processo di analisi introspettiva approfondito. “Il progetto nasce senza una pretesa particolare, se non quella di creare un’occasione bella e valida, in cui ogni ascoltatore possa fare i conti con sé stesso, stimolato dal contenuto dell’ospite della serata. È pensato come un momento di sosta all’interno di una vita frenetica, che possa servire a fare il punto della situazione e anche ad aggiungere contenuti e profondità alla propria esistenza. Non saranno, di certo, questi incontri a far cessare il buio della nostra vita, ma magari riescono un po’ a illuminarla, come fanno le stelle che non diradano il buio, ma lo rendono meraviglioso”. Con queste parole, gli organizzatori Lucia Ferretti, Gabriele Ronchetti, Danilo Ciccolessi e Andrea Fabbri descrivono la natura di “L’oro sono loro”. In collaborazione con il Liceo Classico F. Stelluti, quest’anno sarà presentata la terza stagione di questa magnifica iniziativa di stampo culturale e formativo, che nel corso degli anni, ha riscosso un grande successo. Lo slogan degli incontri è “Exit – uscita di sicurezza – indicazioni per il futuro”, il tema selezionato è appunto il “futuro” e intende fornire ai partecipanti alcuni strumenti utili per orientarsi in un mondo sempre più complesso. La proteiforme modernità, con le sue numerose sfaccettature, non può essere imbrigliata all’interno di un unico ragionamento. Proprio per questo, si è pensato di suddividere la discussione in quattro macro-sezioni vicine ai problemi, alle speranze e alle preoccupazioni giovanili. “Gli incontri, che si svolgeranno a partire da gennaio fino ad aprile, rappresenteranno un dialogo aperto tra i ragazzi, frequentanti le scuole secondarie di secondo grado della città, e un esperto di alto profilo, che risponderà alle loro domande e converserà con il pubblico”. Ad intervenire alle quattro serate (ore 21.15), sono stati chiamati illustri docenti dal prestigioso curriculum accademico: il professor Marcello La Matina discuterà dell’ambiente il 19 gennaio, il professor Marco Moschini tratterà della Chiesa il 7 febbraio, la professoressa Sabrina Bonomi parlerà di lavoro il 15 marzo e il professor Francesco Giacchetta disquisirà in merito alla scuola il 19 aprile. Tutti i momenti di formazione si svolgeranno alla Taverna del Palazzo all’interno di Palazzo Moscatelli di Fabriano (via Balbo, 70), i cui spazi sono stati offerti su gentile concessione della famiglia Moscatelli, destinataria dei ringraziamenti da parte dello staff organizzativo.