Elica: si apre uno spiraglio?
La Regione Marche chiede ad Elica di ritirare il piano strategico 2021-2023, che prevede esuberi, delocalizzazioni e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi. La multinazionale, leader mondiale nel settore delle cappe, apre uno spiraglio per la rivisitazione dei contenuti, ma oppone il diniego al ritiro tout court. Questo l’esito finale del secondo faccia a faccia fra il Governatore della Regione Marche, Francesco Acquaroli, e il management di Elica, nell’ambito della vertenza aperta il 31 marzo, quando è stato presentato il piano. Durante il confronto tra il Governatore, il vice presidente Mirco Carloni (assessore alle Attività produttive), l’assessore regionale al Lavoro Stefano Aguzzi da una parte, e i vertici di Elica dall’altra, è stato chiesto con forza all’azienda di ritirare il piano, come indicato dalle sigle sindacali per avviare un confronto. “Abbiamo registrato un’apertura ad una discussione e ad una profonda revisione del piano stesso, seppure non c’è la disponibilità a ritirarlo”, ha detto Acquaroli al termine della riunione a Palazzo Leopardi, mentre all’esterno una delegazione sindacale attendeva gli esiti. I lavoratori hanno consegnato un documento alla regione, sottoscritto dalle forze politiche e sociali del territorio. Il confronto, ha ribadito il Governatore Acquaroli, è fondamentale per perseguire tutte le soluzioni possibili per la fondamentale difesa del territorio. Finché il tavolo rimane aperto, l’azienda sospenderà l'esecuzione del piano con i relativi esuberi. È indispensabile recuperare una fiducia reciproca per costruire soluzioni sostenibili per l’azienda, per i lavoratori, per il territorio e le istituzioni.















