New Generation a Camerino
Lunedì 19 dicembre alle ore 11 si svolgerà la cerimonia di riapertura del primo e più grande Residence universitario diocesano del centro storico di Camerino restaurato dopo il sisma del 2016. Un’opera realizzata con i fondi stanziati per la ricostruzione delle zone terremotate che si chiamerà “new generation”. All’incontro, moderato dalla giornalista e conduttrice del Tg1 Susanna Lemma, parteciperanno l’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche. mons. Francesco Massara, il sottosegretario per l’Università e la ricerca, Augusta Montarulli, il sottosegretario al Mef, Lucia Albano, il presidente della regione Marche, francesco Acquaroli e il commissario straordinario per la ricostruzione, Giovanni Legnini, il sindaco di Camerino, Roberto Lucarelli e il rettore dell’università degli Studi di Camerino, Claudio Pettinari. “L’Università degli Studi di Camerino affonda le proprie radici nel lontano 1336 vantando una storia plurisecolare radicata in antiche fondamenta culturali che si sono aggiornate con il mutare dei tempi e il progresso della ricerca scientifica - afferma l’arcivescovo Francesco Massara -. L'arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche e l’Università hanno saputo rispondere con prontezza alla sfida imprevedibile del sisma e alle sue terribili conseguenze visibili, purtroppo, in tutto il territorio dell'entroterra marchigiano. Entrambe hanno promosso la delocalizzazione degli ambienti destinati all'accoglienza degli studenti universitari per consentire loro, nonostante i disagi, di poter proseguire il percorso di studi”. E aggiunge monsignor Massara: “Un luogo di primo piano era rappresentato dal Residence di proprietà della nostra Arcidiocesi, sito nei pressi di piazza Cavour, cuore pulsante della città e luogo caro ai giovani che ne animavano le vie e lo affollavano con la loro vitalità, soprattutto nelle serate dei fine settimana”. Dopo il terremoto, grazie agli contributi pubblici e privati, I'Università ha approntato strutture per assicurare agli studenti ospitalità. “Ancora oggi, purtroppo, molti studenti vivono lontani dalla città o in strutture provvisorie che, dopo sei anni, non possono più rispondere adeguatamente alle loro necessità - sottolinea l’arcivescovo Massara -. Naturalmente, questa soluzione, dal punto di vista pratico, è stata utile nell'immediato, ma ha lasciato il centro storico - danneggiato per oltre l'80% - deserto e completamente spopolato, perdendo ogni parvenza di normalità e di vita”.














