L'idea vincente in fotografia
Nello scorso periodo invernale è stato indetto il Concorso Fotografico “Cacciatori di istanti” in memoria di Caterina Consiglio, rivolto a tutti gli studenti delle scuole superiori della provincia di Ancona. L’iniziativa è stata promossa dalla famiglia Consiglio, dal Liceo Carlo Rinaldini di Ancona, in collaborazione con l’Associazione Fotografica “Il Mascherone”. Caterina Consiglio è stata una studentessa di quel Liceo, più volte rappresentante d’Istituto, ma soprattutto una figlia, un’amica, un’artista, la quale prima della sua prematura scomparsa ci ha lasciato molte produzioni letterarie, fotografiche, pittoriche e non solo. Vincitrice del primo premio è stata Maria Michelle Beciani, all’ultimo anno del Liceo Artistico “Mannucci” di Fabriano che, subito dopo aver letto il bando del concorso, proposto dalla professoressa Irene Ranaldi, ha avuto subito chiara la radice dell’idea: in una sequenza di cinque foto, avrebbe rappresentato il racconto di un percorso di cambiamento in un’attualità filtrata da lenti. “Con piacere – sottolinea - racconto questa mia idea vincente in memoria di Caterina Consiglio! Il racconto mostra una transizione da una situazione all’altra, arricchita da elementi simbolici che ne facilitano la lettura. Ho voluto mettere me stessa davanti la telecamera per rappresentare nel mio modo più personale possibile il tema dei rapporti sociali. L’abito che indosso l’ho realizzato personalmente, con l’aiuto di qualche amico. La struttura è ispirata agli abiti della nobiltà vittoriana e va a creare un forte impatto simbolico e visivo. Il racconto si sviluppa partendo dalla prima fotografia dove ci troviamo in una situazione di oscura perdizione nel mondo virtuale delle apparenze, dove ci piace sentirci ciò che non siamo o che vorremmo essere. Il mio viso è rivolto verso un cellulare che si ramifica nelle braccia tramite un filo di ferro, che rappresenta l’attaccamento morboso. Nelle immagini successive avviene un progressivo incremento di luminosità, in funzione di qualcosa che muta e cambia. Subentra un’altra ragazza, un’amica, che tenta di portarmi ad un rapporto vero, primitivo e naturale, spogliandomi delle mie apparenze a poco a poco, fino a restare seminuda, chiusa in un abbraccio. I fili di ferro si trasformano infine in rampicanti naturali, che tengono le figure unite e salde, come un rapporto autentico con una vera amica. Solo tramite l’abbraccio la transizione ha fine. Il messaggio primario che ho voluto far trasparire, limpido, è l’esigenza dell’uomo moderno di tornare ad aver bisogno di un vero abbraccio, reale e caldo. Il bisogno di ritornare in armonia tra noi, di cercarci, di ritrovarci”.















