Dialogo

Nel ricordo di Guelfo

Marisa Bianchini ed il sindaco Gabriele Santarelli

Marisa Bianchini ed il sindaco Gabriele Santarelli

Sono 22 anni dalla scomparsa terrena (il Dies natalis) di Guelfo ed in questi decenni tante sono state le iniziative, sia personali che come Fondazione Museo Guelfo, per onorare il suo genio e la sua memoria. Dal lucernaio policromo nella chiesa di S. Giuseppe Lavoratore, dove sono state sapientemente collocate le XV Stazioni della Via Crucis, alla sistemazione museale della Sala Guelfo nel chiostro della Cattedrale di S. Venanzio, dove si è tenuta la mostra “De Chirico-Guelfo-De Chirico” e poi la relativa pubblicazione “L’arte di Guelfo in Cattedrale”, a cura di Claudio Ciabochi. A Roma due opere alla Galleria Nazionale d’arte moderna, al Museo di S. Pietro, ai Musei Vaticani, al Museo Boncompagni, nella chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo, alla Collezione dell’Accademia di S. Luca, nel corridoio borromiano di S. Maria in Vallicella. Nelle Marche ricordiamo la presenza delle sue opere al Premio Salvi di Sassoferrato e al Mam’s, nei Musei civici di Camerino ed a Fabriano “L’Angelo degli Artisti” all’interno del Museo Diocesano, che, accanto alla Pinacoteca e al Museo dell’Acquerello, costituisce un perfetto nucleo museale e culturale. E su questo “fil rouge” è nato il “Museo Guelfo e Internazionale di Arte Contemporanea” donato alla città e a quanti amano la poesia, la musica, l’arte, la natura, come elementi essenziali della vita. Una volta completato sia all’esterno che all’interno, potrà ospitare testimonianze significative di artisti fabrianesi, che, con il loro talento e la loro professionalità si sono distinti oltre il nostro territorio ed hanno contribuito ad illustrarne il nome. Anche il Premio Nazionale per la migliore tesi di laurea assegnato ad una studentessa dell’Università di Urbino, come tre anni di Borse di studio al Liceo Artistico “Mannucci” hanno avuto come obiettivo il coinvolgimento dei giovani, perché essi stessi promuovano e valorizzino il nostro patrimonio artistico di ieri e di oggi. Infine sarebbe opportuno (come per “Largo Guelfo” ci sono le relative date) che anche la via Cesare Battisti, dove è ubicato lo splendido Oratorio della Carità, di fronte al Museo Guelfo, riportasse le date del martire trentino (1875-1918) per evitare poco onorevoli riferimenti a personaggi della nostra storia presente.

Marisa Bianchini