La letteratura unisce le genti al tempo del Coronavirus
FABRIANO - Qualche giorno fa a Orazio Dell’Uomo, titolare della libreria "Pandora" di Fabriano, è arrivata una lettera particolare. Veniva dalla Francia. Dalla capitale per la precisione. A scriverla era stato un ragazzo parigino che da poco aveva terminato il primo anno del Liceo francese e che, grazie all’impegno della libreria di Fabriano, era riuscito a ricevere per posta a metà aprile - in periodo di pandemia - un libro in italiano che non riusciva a procurarsi per i suoi studi.
Incoraggiato dal padre, il ragazzo ha scritto a Orazio per ringraziarlo di cuore. «In questi complicati tempi, ricevere una lettera così mi fa il cuor contento», ci ha detto Dell’Uomo. Il libro in questione è di Antonio Tabucchi, intitolato “Marconi, se ben mi ricordo”.
«Imparo l’italiano e nostra professoressa ha cominciato a farci studiare questo testo - riportiamo quanto scritto dal ragazzo nella lettera alla libreria Pandora. - Mio padre, che parla un po' italiano, gli piace Tabucchi, ha voluto acquistare questo libro per incoraggiarmi nel mio studio. Il libro era impossibile di trovare in Francia, e mio padre l’ha finalmente trovato nella vostra libreria on-line. L’ha ordinato nel bel mezzo della crisi sanitaria del Covid. Abbiamo lasciato Parigi per confinarci nella campagna in Normandia e mentre l’Ufficio postale funzionava solo parzialmente in Francia, mio padre ha avuto la gioia immensa di ricevere la vostra piccola opera in un magnifico involucro interamente ricoperto di graziosi francobolli raffiguranti monumenti italiani. In piena crisi sanitaria e mentre tutti gli Europei erano rinchiusi in casa, la letteratura italiana riusciva così a attraversare le frontiere per raggiungere un lettore. Mio padre si è molto commosso e da allora mi sta perseguitando per scrivervi questa storia, Mi dice che un giorno ne farò un libro (o un film) sulla forza della letteratura e che nel frattempo mi costringe a lavorare il mio italiano, perché la professoressa non era troppo contenta del mio lavoro dall’inizio del confinamento… Quindi, a nome di mio padre, grazie ancora per questo libretto e per il suo provvidenziale invio in quest’epoca un po’ folle».
Che altro aggiungere, davvero una bella storia.

















