La Novena del Buon Gesù
Sabato 30 agosto avrà inizio la Novena della Madonna del Buon Gesù con la S. Messa nella Cattedrale alle ore 18.30 sotto la guida del predicatore don Andrea Righi, vice Rettore del Pontificio Seminario Marchigiano Pio XI. Le Ss. Messe delle ore 18.30 saranno itineranti, ovvero domenica 31 agosto a S. Maria, lunedì 1° settembre alla Sacra Famiglia, martedì 2 settembre alla Misericordia, mercoledì 3 settembre a S. Nicolò, giovedì 4 settembre a S. Giuseppe Lavoratore, poi venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 settembre in Cattedrale. Tutti i giorni della Novena alle ore 9 ci sarà la S. Messa nella Cattedrale di S. Venanzio. Lunedì 8 settembre, giorno della Madonna del Buon Gesù, Ss. Messe alle ore 9, 11.15 e alle 18 la concelebrazione eucaristica solenne presieduta dal Vescovo Mons. Francesco Massara. Il canto liturgico sarà animato dal gruppo corale S. Cecilia, Cappella Musicale della Cattedrale di S. Venanzio. Al termine della celebrazione si svolgerà la processione lungo le vie del centro storico: Largo Bartolo da Sassoferrato, piazza del Comune, via Balbo, via Mamiani, via Leopardi, piazza Papa Giovanni Paolo II. Presterò il servizio il Corpo Bandistico “Città di Fabriano”. Il predicatore don Andrea Righi ha voluto offrirci qualche anticipazione sulla riflessine che proporrà in occasione della Novena: “C’è una devozione molto forte per la Madonna del Buon Gesù da parte di questo popolo che parte proprio da una richiesta di protezione per i terremoti che hanno colpito questa terra…i più recenti del 1997, poi quello del 2016, ma non dimentichiamoci anche di altri sismi che scuotono le nostre coscienze, come la guerra in Medio Oriente ed in Ucraina ed il sentito desiderio di pace che avvertiamo tutti. Noi cristiani non siamo pacifisti, ma siamo uomini e donne di pace. Pace che è dono dello Spirito, da invocare non perché tacciano le armi, ma per la gratitudine per questo dono. La pace da una parte come punto di lavoro, come sguardo per affrontare questo percorso e dall’altra parte la speranza. Stiamo vivendo il Giubileo della speranza, non è un vago ‘speriamo che domani vada bene’, questo è l’opposto della speranza, ma alla radice di essa c’è l’amore. E se si è amati, anche l’affrontare un dramma grosso, penso all’instabilità occupazionale, al problema quotidiano del vivere, tutto diventa superabile, si è capaci di reggere l’urto e non di essere condannati a vivere da disperati. La speranza si fonda sulla carità e Maria è la testimone più vera ed autentica della speranza. Se ci si abbandona al Signore, se ci si abbandona al suo sì, allora avremo davanti una vita di speranza e di pace”.
















