Chiesa

L'augurio natalizio del Vescovo

Carissimi Sacerdoti, Religiosi/e, Fratelli e Sorelle nel Signore,

dopo la mia recente nomina ad Amministratore Apostolico di questa Chiesa che è in Fabriano – Matelica, desidero far giungere a Voi tutti questo mio primo messaggio augurale in occasione della solennità del santo Natale. L’approssimarsi di questa festa fa sorgere il desiderio di rallentare il turbinio dei nostri ritmi quotidiani e di sostare di fronte al mistero sorprendente della nascita di Dio. Dal momento che non è possibile scandagliare l’immensità di questo dono, quest’anno mi sono sentito particolarmente attratto dal versetto 11 del prologo del Vangelo di Giovanni: «Venne tra i suoi e i suoi non lo hanno accolto». L’evangelista ci consegna la dimensione dell’immensità del dono di Dio che viene in mezzo all’umanità come un familiare che visita i suoi! Ci parla di un viaggio dal luogo in cui Gesù dimorava per andare alla ricerca di noi che eravamo fuori di lui. Tuttavia, il desiderio di Gesù di immergersi fra noi è ferito dal rifiuto, dalla diffidenza, dal dolore, dal conflitto. Mentre Gesù è sempre descritto in un atteggiamento di ascolto recettivo nei confronti del Padre, l’uomo è disorientato e vive la frattura di un’armonia spezzata che coinvolge tutta la creazione. La non accoglienza di Dio nella nostra vita rispecchia tante altre nostre chiusure: il rifiuto inconsapevole di noi stessi che si traduce in scelte egoistiche; una sempre più dilagante cecità che diventa spesso ostilità verso il bisogno dell’altro. Infine, l’indifferenza verso il creato del quale sappiamo sfruttare la ricchezza, senza imparare a custodirlo come nostra casa comune (cfr. Lettera apostolica Laudato si’ di Papa Francesco). In questi mesi trascorsi con Voi, ho constatato la grave situazione in cui versa questo territorio. Dopo aver conosciuto anni di benessere grazie alle numerose e fiorenti attività produttive, il dissesto economico globale, il trasferimento all’estero di molte fabbriche e la drastica riduzione di investimenti nel settore industriale ha provocato un contraccolpo pesantissimo per molte famiglie. La bellezza paesaggistica di questo territorio e la ricchezza culturale, storico-artistica custodita nei molti musei di Fabriano e dintorni, non sembra essere più sufficiente ad attirare turismo e dare nuovo impulso all’economia locale. Nonostante questa situazione così precaria e disorientante, per noi cristiani è importante saper alimentare l’atteggiamento di speranza senza mai perdere di vista lo spirito della condivisione e della gratuità. A volte, la perdita delle nostre sicurezze può rappresentare uno stimolo alla ricerca di vie alternative attraverso il dialogo, la conoscenza reciproca e l’apertura all’altro mettendo a disposizione ciò che siamo prima di ciò che abbiamo. Accogliere il Signore significa allora saper riconoscere queste “possibilità” presenti nella nostra vita spesso in modo silenzioso e nascosto, altre volte in maniera eclatante e visibile. La nascita di un figlio, anche nelle difficoltà contingenti, rappresenta il dono più bello che rallegra il cuore e rinnova il mistero della vita. Infatti il Papa, nella sua recente lettera apostolica Admirabile signum ha voluto sottolineare l’importanza del presepe perché «rappresentare l’evento della nascita di Gesù equivale ad annunciare il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio con semplicità e gioia». Anche questo è un modo semplice per accogliere «Dio che si presenta così, in un bambino, per farsi accogliere tra le nostre braccia. Nella debolezza e nella fragilità nasconde la sua potenza che tutto crea e trasforma». Accogliamo, quindi, con amore e gratitudine il Figlio di Dio che viene tra noi attraverso i gemiti del parto, condividendo le nostre fatiche e facendosi umiliare fino alla fine dalla nostra indifferenza. Con la nostra accoglienza, cerchiamo di modificare l’esito drammatico del Vangelo e, invece del rifiuto, impegniamoci a riconoscere che siamo quelli che Egli è venuto a salvare: i suoi. Auguro a tutti Voi una lieta e serena festa del Natale del Signore!

+Francesco Massara, Amministratore apostolico Diocesi Fabriano-Matelica