Cultura

Al Sistina con Max Giusti

Settimane di intensa attività, quelle appena trascorse, per l’associazione Marchese Onofrio del Grillo. Sodalizio nato da poco più di un anno che porta il nome del nobile burlone reso celebre dall’indimenticabile interpretazione di Alberto Sordi nel film di Mario Monicelli ed il cui statuto è vocato allo studio del personaggio, alla promozione del territorio attraverso la storia del Marchese ed alla beneficenza. Venerdì 14 ottobre si è tenuta la cena di gala durante la quale ha avuto luogo l’investitura dei nuovi soci-marchesi. Intervenute anche le autorità, il sindaco Daniela Ghergo che ha voluto portare un saluto ai presenti, accompagnata dall’assessore Andrea Giombi che ha sottolineato l’importanza di iniziative come quelle portate avanti dai “marchesi”, che valorizzino a scopi turistici la realtà fabrianese. Suggestiva e significativa la location scelta per questa occasione, il chiostro minore del complesso di San Domenico, in pieno centro storico, proprio a voler sottolineare il forte legame che si sta costruendo tra il noto ed eccentrico personaggio e l’intera città, ma non solo, perché proprio nel complesso che ospita il museo della carta e della filigrana è stata durante l’incontro presentata la filigrana dell’associazione, realizzata nelle scorse settimane dal maestro Sandro Tiberi che con grande abilità ha trasformato un’iconica immagine di scena del celebre film del 1981 in un piccolo capolavoro. L’immagine presente nella filigrana immortala Alberto Sordi alias Il Marchese del Grillo ed è stata appositamente concessa dall’Archivio Enrico Appetito di Roma, che detiene i diritti d’immagine. Nove i nuovi soci-marchesi che sono stati creati durante l’evento e che hanno ricevuto mantello, cilindro, guanti e bastone. Simpatica la doppia foto che è stata scattata per immortalare l’avvenimento: quella ufficiale in posa vestiti finalmente di tutto punto, e quella di spalle, tutti alla parete, ad inscenare simbolicamente il celebre “scherzo del vespasiano”, scena del film in cui Alberto Sordi si prende gioco del povero titolare del banco dei pegni murandogli la porta della bottega. La serata è stata inoltre l’occasione per presentare anche la terza etichetta di vino dedicata alle figure del film il Marchese del Grillo, con un abbinamento ad hoc tra tipologia di vino e carattere del personaggio, ma anche ad un luogo della città di Fabriano. L’ultimo nato si chiama “Don Bastiano”, in onore del frate che finisce sul patibolo, uno fra i personaggi più amati più amati della pellicola. Si tratta di un eccellente Verdicchio, prodotto dall’azienda Gagliardi di Matelica. L’immagine che è stata scelta per legarla a questa figura è quella della “casa del boia” che un tempo si trovava nello scalone del Palazzo del Podestà. Prima di lui era stata la volta di “Gasperino”, il carbonaro, una bollicina di Verdicchio dei Castelli di Jesi prodotta a Cupramontana e di “Olimpia”, la protagonista femminile tanto amata dal marchese, un rosato di Montepulciano prodotto nella zona del Conero. A prendere la parola anche Simone Chiodi e Luca Bianchi di Pasta Fabriano che dopo aver parlato della loro attività, da poco nata, hanno presentato i due primi preparati ad hoc per la serata: cappellacci con cicorietta e pecorino (in onore alla romanità del marchese), e lasagnetta slegata del marchese (con sugo realizzato secondo tradizione locale, a sottolineare l’origine marchigiano-fabrianese del personaggio). Il fine settimana successivo una delegazione dei soci-marchesi dell’Associazione Onofrio del Grillo si è poi recata a Roma: al Teatro Sistina, dove Max Giusti sta portando in scena il Marchese del Grillo, la commedia musicale campione d’incassi e di risate. L'attore, la cui famiglia è di origine marchigiana, ha incontrato i soci-marchesi che gli hanno donato la filigrana ufficiale dell'associazione. Fabriano infatti, oramai sta diventando sempre più noto, grazie alla costante attività di promozione portata avanti dal gruppo fabrianese, oltre ad essere la città della carta e della filigrana è anche la città natale di Onofrio del Grillo. Il Marchese visse gran parte della sua vita nella capitale, ma era originario di Fabriano dove nacque nel 1714 e dove con la sua famiglia si era speso e prodigato in tante attività per la sua città nativa, alla quale era legatissimo. Qui egli nel 1771 fece anche costruire una villa, oggi Relais Marchese del Grillo, dove trascorreva periodi di villeggiatura e dove finì i suoi giorni nel 1787. Ed è per veicolare la storia del Marchese del Grillo e far conoscere Fabriano che, sabato 22 ottobre alle ore 16 i soci-marchesi dell’Associazione Marchese Onofrio del Grillo di Fabriano sono entrati al Teatro Sistina. Rigorosamente abbigliati con abiti settecenteschi, l’ingresso tra la folla, ha suscitato non poca curiosità sia tra chi era in strada sia tra coloro che stavano prendendo posto allo spettacolo di Max Giusti; ma non tra il personale del celebre teatro romano che attendeva l’arrivo dei fabrianesi. In molti tra i presenti hanno chiesto di scattare foto e selfie e chiesto informazioni sulle attività e provenienza del gruppo. Il mantello indossato dai soci-marchesi è di fattura sartoriale e realizzato su disegno originale del capo indossato da Sordi nel film, grazie alla concessione della storica Sartoria Peruzzi di Roma, che a tutt’oggi conserva i costumi originari utilizzati allora per girare le scene e con cui il sodalizio fabrianese ha da qualche mese attivato una stretta collaborazione. Alla fine dello spettacolo, dopo la foto di rito, il comico e conduttore televisivo romano si è intrattenuto con i “marchesi” fabrianesi, tra battute e reciproci scambi di stima. Giusti con telefonino alla mano ha documentato l’incontro in tempo reale. Non è esclusa prossimamente, appena gli impegni dell’artista lo consentiranno, una sua visita ai luoghi di nascita di Onofrio. La trasferta romana, che ha visto la partecipazione di oltre sessanta fabrianesi, è stata organizzata da GE.SA. Turismo (la società di recente creata da agenzie Viaggi del Gentile e Santini Viaggi).

Aldo Pesetti