Piano Electrolux, un secco no
Rifiuto netto del Piano industriale presentato dalla Electrolux che prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il licenziamento di 170 dipendenti. Questo è quanto è stato ribadito da parte delle istituzioni regionali il 25 maggio a Roma, nella sede del ministero delle Imprese e del Made in Italy, al tavolo sulla crisi Electrolux, convocato per affrontare il piano industriale presentato dall’azienda. “Per quanto ci riguarda”, ha dichiarato il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, “questo piano industriale è irricevibile e inaccettabile. Le difficoltà che il comparto manifatturiero europeo sta attraversando, dai costi energetici alla logistica fino alle tensioni internazionali, sono criticità reali. Ma una crisi di sistema deve essere affrontata in modo strutturato e condiviso, non scaricando sui territori e sui lavoratori il peso di queste dinamiche”. L’incontro si è svolto alla presenza del Ministro Adolfo Urso e del Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Hanno partecipato, oltre ad Acquaroli, l’assessore regionale al Lavoro Tiziano Consoli, il sindaco di Fabriano Daniela Ghergo, le rappresentanze sindacali, i rappresentanti istituzionali coinvolti nella vertenza e i rappresentanti della proprietà. Si ritiene che le difficoltà dovranno essere affrontate diversamente: con la sinergia, la concertazione, il dialogo, mettendo a sistema tutte le informazioni e costruendo soluzioni sostenibili e competitive per il territorio, per il Paese e per il sistema industriale europeo. Ha concluso Acquaroli: “Chiediamo all’azienda un’assunzione di responsabilità mediante il ritiro del piano e l’avvio immediato di una fase di confronto reale con istituzioni, sindacati e territori. La chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il licenziamento dei lavoratori non rappresentano un piano industriale, né una riorganizzazione aziendale, ma l’inizio di un percorso che non intendiamo prendere in considerazione”.
















