Basket, settore giovanile Janus: ginnastica e ball-handling a casa per spezzare la monotonia
Eros Biagioli, preparatore atletico del settore giovanile Janus Fabriano e della prima squadra (foto di Marco Teatini)
FABRIANO - Campionati giovanili di basket definitivamente “stoppati” e, ormai da un mese, allenamenti non consentiti per l’emergenza Coronavirus. Come stanno vivendo questo periodo di “reclusione forzata” in casa i ragazzi del settore giovanile Janus Basket Fabriano Academy? Lo abbiamo chiesto a Eros Biagioli, preparatore atletico del vivaio biancoblù e anche della prima squadra di serie B.
Ciao Eros. A livello scolastico, i ragazzi stanno andando avanti con il programma “a distanza” con i docenti, on-line. Voi della Janus Basket Fabriano Academy, a livello cestistico, avete previsto qualcosa per tenere in attività i ragazzi, pur considerando la limitatezza degli spazi a disposizione, cioè le quattro mura domestiche?
«Sì, abbiamo iniziato tre settimane fa, stilando un piano di lavoro a casa per i ragazzi, che inizialmente era di quattro o cinque settimane, quando speravamo che l’emergenza si potesse concludere il 3 aprile come si pensava inizialmente. Purtroppo i tempi si stanno allungando e dovremo prevedere un ulteriore proseguimento».
A quali categorie giovanili vi state rivolgendo?
«Principalmente le squadre comprese tra le Under 14 e Under 18, il motivo della scelta è che questi gruppi hanno già due anni di rapporto con me alle spalle, quindi sono più preparati ad eseguire gli esercizi, anche senza la mia presenza diretta».
Di che cosa si tratta?
«Attività fisica non troppo complessa né complicata, qualcosa di utile sia per mantenere attivo il corpo dei ragazzi sia per spezzare la monotonia delle lunghe giornate a casa. Si tratta soprattutto di esercizi a corpo libero, senza necessità di materiali particolari che qualcuno potrebbe non avere a disposizione, al massimo inserisco una palla da basket, che tutti hanno. Coach Luca Ciaboco, poi, ha previsto alcuni esercizi di ball-handling. Si tratta di un lavoro che non ha un fine di programmazione, ma di esclusivo mantenimento, con la speranza che ci possa condurre a un periodo estivo in cui auspichiamo di rivederci tutti insieme».
Come stai comunicando con i ragazzi?
«Invio loro una scheda e un video per ogni esercizio, almeno hanno un tutorial da seguire. Metto tutti gli esercizi in inglese, così se ne vogliono trovare anche altri su internet conoscono il nome tecnico da ricercare».
Hai qualche feedback da loro?
«Dai più grandi, quindi Under 16 e Under 18, sto ricevendo buone risposte, mi fanno domande e chiedono modifiche al programma. Dei più piccoli... mi fido».
E invece per quanto riguarda la prima squadra di serie B?
«Fino alla settimana scorsa con i giocatori, sempre attraverso l’invio di schede di lavoro e di video, stavamo svolgendo un programma individuale ovviamente più avanzato, con un confronto giornaliero con ognuno di loro. Avevo previsto anche alcuni esercizi da fare da soli all’aperto, in strada o sotto casa, ma dopo le ultime restrizioni abbiamo dovuto toglierli, limitandoci al poco da fare in casa. Poi negli ultimi giorni, quando è iniziata a circolare la notizia della chiusura del campionato, è subentrata un po' di demoralizzazione e abbiamo allentando la corda. Per questo stiamo già iniziando a pensare ad un lavoro di “off-season”, sempre che il virus ci permetta di tornare ad allenarci normalmente».















