Cronaca Fabriano

Dossier per l'inquinamento da tetrocloroetilene

L'inquinamento da tetrocloroetilene del terreno

L'inquinamento da tetrocloroetilene del terreno

Un dossier preparato dall’Università di Milano potrebbe arrivare sul tavolo della Procura di Ancona per dare un volto e un nome ai responsabili dell’inquinamento da tetrocloroetilene nel quartiere di Santa Maria iniziato a Fabriano nel lontano 2003. Si avvicina una possibile svolta per l’istruttoria messa in campo da diversi enti ed istituzioni, in primis Comune e Provincia, per capire di chi sia, a partire da quasi vent’anni fa, la paternità di quegli sversamenti della sostanza tossica allo stato gassoso nelle falde acquifere del quartiere cittadino all’ingresso della città. “A breve”, annuncia l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Cristiano Pascucci, “verranno completate le verifiche dell’acqua e quindi sarà disponibile anche il report di Giovanni Beretta dell’Università Statale di Milano, uno dei principali esperti del settore”. Proprio il geologo dell’ateneo lombardo è il progettista incaricato dal Comune di Fabriano di seguire le operazioni di funzionamento e calibrazione della barriera idraulica di via Campo Sportivo, operativa dal 2014, nell’ottica di ottimizzarne il servizio. Forse già entro fine anno sarà completato il fascicolo di ricerca e inchiesta. “E’ possibile”, aggiunge Pascucci, “anche a distanza di così tanto tempo, che dai rilievi emergano dettagli utili per poter ricondurre ai responsabili. L’obiettivo è proprio di fare chiarezza su questa vicenda, mettendo a disposizione delle autorità competenti indicazioni importanti che sembrerebbero emergere dalle verifiche in corso”. Insomma, non si esclude che la questione sbarchi nelle aule di tribunale, sia in sede penale, sia in ambito civile, qualora si dimostri come ci siano stati effettivamente soggetti colpiti da gravi patologie causate dall’acqua inquinata.