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La Fortitudo Fabriano Cerreto ottiene il riconoscimento di "scuola calcio Figc"

FABRIANO - Buone notizie per il calcio giovanile locale. Dopo alcuni anni, infatti, la Scuola calcio Fortitudo Fabriano Cerreto è tornata ad essere riconosciuta dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio. La buona notizia è stata notificata alla società di Via Cavour il 15 aprile.

Ma, cosa vuol dire essere “Scuola Calcio Figc”? Cerchiamo di spiegarlo. Dopo la debacle della Nazionale di calcio maschile alle ultime manifestazioni internazionali, ad esempio Euro 2016 e la mancata qualificazione a Francia 2018, la Figc ha preso coscienza della necessità di una riforma del calcio italiano sia dal punto di vista organizzativo che - soprattutto - dal punto vista culturale. Ma se a livello organizzativo le riforme sono più tangibili, dal punto di vista “culturale” l’impresa è ben più ardua e lunga nel tempo. La Figc pertanto ha dettato i requisiti necessari al riconoscimento delle scuole calcio: ovviamente affiliazione federale, partecipazione alle attività con tutte le categorie, numero minimo di iscritti per categoria, partecipazione a manifestazioni FIGC-SGS, tesseramento di almeno 4 tecnici qualificati, presenza di coordinatori tecnici, rapporto istruttore allievo minore di 1/15, partecipazione obbligatoria ad incontri di formazione, organizzazione di incontri formativi.

«Ovviamente, “Scuola Calcio” non è solo questo - spiega Gabrio Giacchetta, responsabile tecnico dell’attività di base della Fortitudo Fabriano Cerreto. - Intraprendere il percorso di scuola calcio dimostra di voler far parte di questo cambiamento dove il bambino non venga considerato alla stregua di un adulto in miniatura. Si deve intendere la “scuola calcio” esattamente come la “scuola” che frequentano i bambini e perciò gli adulti che ne fanno parte non possono pensare di improvvisare, ma bensì formarsi e seguire un programma trasversale e condiviso per acquisire delle competenze nel ruolo svolto all’interno dell’associazione».

Un percorso tutt’altro che semplice, dunque, che prevede una attenta “formazione” degli istruttori prima che questi vadano ad agire sulla “formazione” dei ragazzi.

«Questo avviene grazie allo status di scuola calcio - persegue Giacchetta: - creare un ambiente favorevole all’apprendimento, nel rispetto delle fasce sensibili a cui appartengono gli iscritti. Creare un giocatore di calcio non è più importante dell’insegnamento dei principi dello sport, che sono elemento fondamentale per formare un adulto e un cittadino migliore. Chiaramente di questo ne possono giovare in diversi: società, dirigenti, tecnici e non ultime le famiglie. Ne giova anche la città perché si arricchisce di un polo educativo qualificato e riconosciuto come tale che contribuisce alla formazione individuale sia del bambino, dai 5 anni in su, che della famiglia nel rispetto dei principi educativi dello sport. Significa di avvalersi della collaborazione di psicologi che ci aiutano nella relazione con i bambini e le loro famiglie, di nutrizionisti che ci aiutano ad educare ad una corretta alimentazione. Significa organizzarsi e fare programmi formativi e informativi per estendere a tutti coloro che operano. Significa migliorarsi e aiutare i bambini a migliorare. Con la consapevolezza che non siamo qui per insegnare ma per aiutare i bambini a migliorarsi».

Per la Scuola calcio Fortitudo Fabriano Cerreto, dunque, si tratta di un passo importante, sperando che presto si possa tornare a fare attività sul campo verde.

«Ovviamente sappiamo che tantissimo ancora c’è da fare e che non basta un’etichetta, seppur per noi molto significativa, a dire che tutto è perfetto - conclude Gabrio Giacchetta. - La nostra è una macchina che ogni anno deve sforzarsi non solo per mantenere questi nuovi standard, ma deve lavorare per migliorarli perché quando si parla di giovani si parla di futuro. E quando i giovani sono del nostro territorio, è del futuro del nostro territorio che stiamo parlando. Questo per noi vuol dire “Scuola Calcio”».