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Rugby: il fabrianese Filippo Barbacci approda a Rovigo

Il fabrianese Filippo Barbacci in azione nello scorso campionato con la maglia di Jesi

Il fabrianese Filippo Barbacci in azione nello scorso campionato con la maglia di Jesi

FABRIANO - Approdare in Veneto, terra di rugby per eccellenza, è un po’ la sublimazione del percorso sportivo di ogni giocatore.

Il fabrianese Filippo Barbacci - classe 2004, talentuoso ragazzone di 183 centimetri per 88 chili - sta concretizzando questo sogno.

Lunedì 18 luglio si trasferirà a Rovigo e farà il suo ingresso in una delle società più blasonate del nostro paese - il Rugby Rovigo Delta, fondato nel 1935 - il quarto club più titolato d’Italia con 13 scudetti in bacheca, reduce dalla finale nella Top-10 (ovvero l’eccellenza della “palla ovale” italiana) persa con i rivali del Petrarca Padova.

Il giovane Barbacci è rientrato nell’orbita del Rovigo attraverso il cosiddetto “Project Player”, ovvero un percorso di tre anni che a partire da lunedì prossimo coinvolgerà 12 ragazzi nati nel 2002 e 2003; Filippo è l’unico 2004. Tra l’altro, soltanto in due sono stati reclutati fuori del Veneto. E uno di questi è il “nostro”.

Il progetto prevede per questi ragazzi la possibilità di allenarsi dal lunedì al giovedì con la prima squadra del Rovigo che partecipa alla Top-10, e nel caso in cui non trovassero spazio per essere convocati nel weekend, avranno comunque la possibilità di giocare nel team “cadetto” che milita nella seconda categoria nazionale (la serie A) o nell’Under 19.

Un percorso nel rugby iniziato da piccolissimo, quello di Filippo, che lui stesso ci racconta all’ombra dei tigli nella piazzetta di Marischio, il paese fabrianese in cui vive con la famiglia, prima di chiudere le valigie e prepararsi alla partenza per il Veneto.

«Ho iniziato a giocare a 7 anni, scoprendolo in occasione di un “campo estivo”, e così sono entrato nel Fabriano Rygby dove sono rimasto fino all’Under 14 - racconta. - Sono poi passato a giocare con il Rugby Jesi 1970 dalla Under 16 in sù».

Nel 2020, visto che le sue qualità iniziano ad emergere, viene selezionato dal Centro di Formazione Permanente, ovvero l’accademia della Federazione Rugby per una formazione d’élite dei giovani giocatori. Si tratta di un biennio da trascorrere a Prato, dove si allena tutti i giorni presso il CDFP sotto l’occhio attento dei tecnici federali, e contemporaneamente studia concludendo il 3° e il 4° anno dell’istituto Agrario. Barbacci è l’unico marchigiano classe 2004 a portare a termine questo biennio nel giugno 2022.

«E’ stata un’esperienza davvero formativa - ne parla con entusiasmo Filippo - non solo dal punto di vista tecnico e sportivo, ma anche sotto l’aspetto della crescita personale: lasciare casa a 16 anni mi ha richiesto un formazione rapida del carattere e del morale. Per quanto riguarda il rugby, sono cresciuto soprattutto a livello fisico e tattico, nella comprensione del gioco, ma anche nella tecnica. Non nego che sono stati due anni impegnativi, perché al termine della settimana trascorsa a Prato, poi ogni sabato sono tornato per giocare con lo Jesi in serie B. Sacrifici ripagati da tante esperienze gratificanti».

Nella primavera scorsa, poi, il “contatto” con Rovigo. «Tutto è nato in occasione di una amichevole tra la squadra dell’accademia e la loro Under 19 - ricorda Barbacci, che gioca come secondo centro: - sono entrato dopo un quarto d’ora, sono immediatamente andato in meta e poi ho disputato una gran bella partita. Venni a sapere che il loro allenatore, Alessandro Lodi, aveva chiesto chi fossi. Evidentemente gli avevo fatto una buona impressione. I contatti sono iniziati così, sono proseguiti nei mesi successivi e nei giorni scorsi si è definitivamente concretizzato il tutto».

Ora per il giovane Barbacci c’è da fare il grande passo, entrare in un grande club, in una piazza dove il rugby è davvero tanto popolare. «Cosa provo? Emozione, certo, ma soprattutto curiosità di vedere il mondo in cui sto per catapultarmi - ci risponde. - Conoscerò nuovi compagni e dovrò confrontarmi con un livello tutto da scoprire, in cui ci sono grandissimi giocatori. Lo farò con serietà, come ho sempre fatto, cercando anche di dare il meglio possibile per concludere la scuola superiore che terminerò con il 5° anno proprio a Rovigo. Sul campo cercherò di meritarmi con impegno il rinnovo che è previsto al termine di ogni anno dei tre del progetto, raggiungendo gli standard richiesti».

Il doveroso pensiero finale di Filippo, prima di intraprendere questa nuova avventura, va alle realtà in cui ha militato fino ad ora. «Ci tengo a ringraziare le società di Fabriano e di Jesi in cui sono cresciuto, senza dimenticare il percorso biennale nell’accademia che mi ha davvero dato tanto».