Cronaca Fabriano

Scossone politico: si dimette un altro consigliere

La sede del Comune di Fabriano

La sede del Comune di Fabriano

Il 2021 si chiude con un altro scossone politico. Dopo la sentenza del Tar si è dimesso il consigliere del Movimento 5Stelle Guido Passari. Qualora dovesse esserci un altro abbandono fra le fila dei pentastellati, il regolamento impedisce la sostituzione e dunque la Giunta Santarelli perderebbero un voto di maggioranza. Afferma in proposito Guido Passeri: “Esprimo il mio disappunto e la mia delusione per come è stata gestita la questione sull’adeguamento della scuola Marco Polo. Non sono state prese in considerazione le richieste di alcuni consiglieri di maggioranza che chiedevano di approfondire le problematiche inerenti al bando e al finanziamento”. Duro il consigliere di Forza Italia Olindo Stroppa: “Spero che arrivi nell’immediato la fine di questa agonia amministrativa che tanti danni sta provocando alla città. Il capitano della nave, ormai da mesi alla deriva, è rimasto solo. Le ultime giornate del 2021 verranno ricordate per le improvvise dimissioni di tre dipendenti comunali, per le sconfitte del sindaco in due sentenze del Tar e per le dimissioni di un terzo consigliere dopo quelle di due assessori. Abbiamo toccato il fondo”. Il consigliere di maggioranza Roberta Stazi fa il punto della situazione: “Gli ultimi mesi hanno visto alcuni consiglieri di maggioranza portare avanti posizioni non condivise da tutto il gruppo, ma per le quali ci siamo battuti con onestà. Niente di straordinario, perché ci sono scelte prese all’unanimità e decisioni personali. Sulla questione Marco Polo ho contattato di persona i tecnici del ministero, incontrato il dirigente e abbiamo discusso su come dissociarci da un atto che non ritenevamo opportuno. Il rischio della perdita del finanziamento incombeva. Abbiamo rispettato i cittadini, i loro bisogni. Le dimissioni di Guido Passari, dopo quelle di Sara Marinucci e William Giordano, mi hanno fatto arrabbiare. In base a quanto riporta la sentenza, i punti che avevamo evidenziato nella riunione con il dirigente e nella lettera al ministero, ci davano ragione”.