“Mai dire mai…”: il ritorno di Daniele Aniello alla Ristopro Fabriano ne è l’ennesima dimostrazione. Sarà il “vice” di coach Pansa
Coach Lorenzo Pansa e il nuovo assistente Daniele Aniello già al lavoro in sinergia al PalaGuerrieri (foto di Marco Teatini)
FABRIANO - E’ proprio il caso di dire: “mai dire mai”. Nella vita, nello sport in generale, in questo caso nel basket in particolare…
Il 27 marzo 2018 coach Daniele Aniello si dimetteva dalla carica di allenatore della Ristopro Fabriano, dopo averla guidata alla promozione in serie B la stagione precedente. Lo faceva con una lettera in cui traspariva il dispiacere di abbandonare il “giocattolo” che aveva fortemente contribuito a costruire, ma anche la consapevolezza che non c’erano più le condizioni per andare avanti e che quel gesto era indispensabile per tentare di “salvare” la squadra. Come in effetti avvenne grazie alla “sterzata” in extremis data con l’arrivo di coach Fantozzi. Un comportamento “aziendalista”, se vogliamo, quello allora tenuto da coach Aniello, come pochi se ne vedono; un gesto doloroso per se stesso, ma funzionale al bene del club.
Per lui sono seguite due stagioni consecutive alla guida del team di San Benedetto del Tronto in serie C Gold.
Capitolo chiuso, dunque, tra Aniello e la Ristopro Fabriano? “Mai dire mai”. Infatti le circostanze hanno voluto riportarli insieme. Il tecnico di Grottammare, così, ritorna a Fabriano: nella prossima stagione 2020/21 di serie B sarà il “vice” di coach Lorenzo Pansa alla Ristopro. L’annuncio è arrivato proprio ieri.
Dopo due anni e mezzo, quelle strade che sembravano essersi definitivamente separate, si sono riunite. Chissà, forse proprio l’uscita di scena nel marzo 2018 con grande signorilità, i messaggi anche etici ed educativi lanciati in quella lettera di commiato, hanno contribuito a tenere una porta aperta e i buoni rapporti tra le parti.
«Sono sincero, dentro di me è come se non me ne fossi mai andato - sono state le prime parole di Aniello al ritorno in biancoblù. - In questi due anni e mezzo, ogni domenica sera, il primo risultato che andavo sempre a controllare era quello di Fabriano. Perché mi sono sempre sentito parte integrante di un processo di crescita che non si è interrotto nel periodo in cui non ci sono stato, ma anzi ora ritrovo ancora più professionale e cresciuto sotto tutti i punti di vista».
Aniello va a prendere il posto di “assistant coach” che nelle ultime due stagioni aveva egregiamente ricoperto Orazio Cutugno, prima al fianco di coach Alessandro Fantozzi (2018/19), poi di Lorenzo Pansa (2019/20). Nel momento in cui Orazio ha deciso di intraprendere la strada del capo allenatore al Basket Gubbio in serie D, il pensiero della società è subito volato verso Daniele.
«Il ritorno si è concretizzato in seguito a dei semplici contatti che ho sempre mantenuto con la società - racconta - trovando l’accordo per un progetto che, oltre al lavoro con la prima squadra al fianco di coach Pansa, prevede anche un impegno nel settore giovanile, intrigante e affascinante».
Per Aniello sarà la prima esperienza nel ruolo di “vice allenatore”. «Uno dei principali motivi per cui ho deciso di tornare, oltre al rapporto che c’è con la società, è la grande stima che ho in coach Lorenzo Pansa, sono sicuro che per me sarà un anno importante anche dal punto di vista formativo, un grande stimolo mettermi a confronto tutti i giorni con un professionista come Lorenzo».
Nella lettera di commiato del 27 marzo 2018, Aniello pose l’accento su due principi in particolare da trasmettere ai ragazzi: il rispetto per le persone e il rispetto per il lavoro. Precisamente, questo era il passo in questione: «Vorrei che un giorno, quando avrò dei figli, ma vale anche per tutti i ragazzi delle giovanili che ho seguito in questo percorso, possano capire che dietro ai ruoli ci sono persone che lavorano e l’idea del rispetto della persona dovrebbe guidare anche questo modo di comunicare fatto di web e social dove è facile dare giudizi su cose che non si conoscono e si finisce per dare un peso differente rispetto a quello reale agli accadimenti in determinati contesti. Mi piacerebbe crescessero con il principio che anche in un contesto sportivo e di squadra rispettare le regole e le persone è talmente bello da essere anche piacevole, consci dei propri limiti ma forti della voglia di crescere».
Glielo riproponiamo. «Fu una stagione molto particolare… - è la sua risposta - che “mi” ha e “ci” ha insegnato tanto sia a livello di struttura societaria che di gestione della squadra. Quelle parole erano figlie di un sentimento forte, di un amore profondo per il lavoro che stavo facendo: volevo dare un messaggio che confermo e sottolineo ancora oggi».















