Cultura

Il traguardo decennale della Fedrigoni

Duecentocinquanta studiosi collegati da tutto il mondo per seguire in diretta il dibattito. E’ stato un grande successo il workshop che venerdì 12 febbraio ha riunito virtualmente, nella sede di Fondazione Fedrigoni Fabriano, gli esperti di prestigiose università italiane ed europee coinvolti nel progetto “Paper in Motion”, teso a ricostruire “le vie della carta” nel Mediterraneo, da sempre crocevia di popoli e idee. Un evento internazionale di notevole portata che ha confermato ancora una volta la centralità della Fondazione in questo campo di studi. Dopo Simancas, in Spagna, è stata dunque Fabriano, la città della carta per eccellenza, a ospitare virtualmente il gruppo di lavoro interdisciplinare che studia la storia della diffusione delle tecnologie di produzione della carta nel sud dell'Europa, all’interno di un più ampio progetto. Coordinato dal Professor José María Pérez Fernández dell’Università di Granada (Spagna), “Paper in Motion” è infatti uno dei quattro gruppi di lavoro che compongono “People in Motion” (PIMo), diretto dal Professor Giovanni Tarantino dell’Università degli Studi di Firenze e finanziato dalla Cost Association (European Cooperation in Science and Technology), che coinvolge un centinaio di ricercatori provenienti da 41 Paesi. Un ottimo modo per inaugurare le celebrazioni dei 10 anni di attività della Fondazione Fedrigoni Fabriano, che cadono l’8 marzo e che prevedono molte interessanti iniziative programmate durante l’anno. Da alcune settimane, infatti, è stato avviato il restauro dell’Album de “I Segni delle Antiche Cartiere Fabrianesi” di Augusto Zonghi, un evento straordinario che mira a preservare un bene già riconosciuto dai competenti organi ministeriali di “particolare interesse storico e culturale” e di “eccezionale interesse nazionale ed internazionale”. Non a caso la Fondazione Fedrigoni Fabriano ha deciso di dare alle stampe, a cura di Livia Faggioni, la prima edizione del prezioso Album manoscritto tra il 1882 e il 1884, ancora oggi punto di riferimento per storici, paleografi e filologi. Il volume sarà presto presentato al pubblico. Tra le attività di rilievo prosegue l’identificazione, la catalogazione e la digitalizzazione della straordinaria collezione di carte antiche fabrianesi dal 1267, il Corpus Chartarum Fabriano (CCF), che nelle ultime settimane ha aggiunto oltre mille reperti: ad oggi sono 2.573, pubblicati online a disposizione degli studiosi di tutto il mondo per la datazione di documenti sine data e loco. Un progetto che pone la carta di Fabriano al centro della storia nazionale e internazionale e che sarà illustrato in occasione del Congresso dell’International Paper Historians, previsto a Washington (Usa) a giugno 2021 in modalità online. Da alcuni giorni i 2.573 reperti sono anche stati condivisi nella piattaforma internazionale per la consultazione delle filigrane “The memory of paper”, in linea con il Bernestein Project promosso dalla Commissione Europea, al fine di dare maggiore visibilità e diffusione a un patrimonio cartario di inestimabile valore. La Fondazione anche quest’anno conferma il suo impegno sul fronte della ricerca. Ad esempio, per celebrare i 700 anni dalla scomparsa di Dante Alighieri (1321-2121) ha avviato uno studio che si propone di confrontare le filigrane fabrianesi presenti nelle carte della collezione di Augusto Zonghi con quelle rintracciabili nelle opere miniate e negli incunaboli della Divina Commedia.