Cultura

110 anni di vita per L'Azione

Il primo numero del 1911

Il primo numero del 1911

Per il sessantesimo anno dalla fondazione de “L’Azione”, il direttore don Pietro Ragni m’incaricò – come “giovine redattore” – di fare una ricerca dal titolo “Dove va L’Azione”. Tra gli abbonati ne trovai 170 a Roma, 65 a Milano e provincia, Ancona e Bologna 18, Napoli e Ravenna12, in Sardegna, 6 e poi a Genova, Brescia, Pisa, Pescara, Palermo, Monza, Como, Bolzano, Mantova, Foggia, Ferrara, e in altri luoghi, là dove insomma, un fabrianese aveva piantato le tende. All’estero arrivava il settimanale a missionari, suore e migranti residenti in Francia, Svizzera, Germania, Wisconsin (Usa), Canada, Asmara, Eritrea, Nazaret in Israele, Egitto, Giordania, Libano, Sud Africa. A Buenos Aires vivevano dieci famiglie di origine fabrianese. Ci riferì uno di loro, che ogni tanto si radunavano per fare una cenetta e leggere “L’Azione” e parlare della loro città lontana, ma vicina nel cuore. Le pagine più lette, quella degli annunci mortuari e della “cronaca cittadina”, Le lettere e le telefonate arrivate in Redazione ci informavano per esempio, che i favvrianesi de Roma, quando giungeva il giornale, si scambiavano le telefonate commentando le notizie e i fatti del giorno Un abbonato residente nella provincia di Milano, scrisse ringraziando delle notizie, ci confidò che quando apriva il giornale gli sembrava di trovarsi a casa, vicino alla vecchia mamma e con gli amici in Piazza alta e tutto questo gli era di conforto e alimentava una segreta speranza di ritornare un giorno a Fabriano. Nell’estate del ’71, venne a salutare Don Pietro un certo Furbetta, missionario nelle foreste brasiliane, ritornato per un periodo di meritato riposo, era sfinito. Riceveva regolarmente il giornale, ma un mese dopo la sua uscita. S’accontentava e lo faceva sentire a casa. Poi, un giorno, giunse don Menghini missionario nella Terra del Fuoco, America del Sud. Ci disse che in quei luoghi sperduti tirava sempre il vento e non potevano far crescere il grano. Dovevano importarlo a caro prezzo. Ebbe un’idea, Al mercato di Cerreto acquistò un sacchetto di buon grano e lo portò via. Vicino alla chiesa della sua parrocchia costruì con i vetri una grande serra. Il calore del sole fece nascere il grano, abbastanza per preparare le ostie della Comunione. L’Azione voleva, vuole essere anche questo: una carrellata su Fabriano, ma non solo, dare una parola buona a tutti, un’occasione per guardare alle cose dell’anima.

Balilla Beltrame