Cultura

Gli itinerari francescani

Gli anni 2019-2020 sono due anniversari molto importanti nella storia del francescanesimo delle Marche, infatti, nel 1219 S. Francesco d’Assisi partì dal porto di Ancona per raggiungere l’Oriente egiziano e della Terra Santa ed incontrare il Sultano Melik-el-Kamil, a cui donare con semplicità e letizia la testimonianza della comunione e della fede, senza imporla e senza combattere, come a quel tempo stavano facendo i crociati, che assediavano Damietta, in Egitto, che era la roccaforte dell’esercito musulmano. Francesco rimase in Egitto e Terra Santa seie mesi, ebbe il privilegio di incontrare in pace il Sultano e di avere da lui un salvacondotto per poter visitare, in tempo di guerra, i luoghi santi della vita del Signore. Nel 1220 Frate Francesco fece ritorno in Italia, e, dopo aver sbarcato a Venezia, ed visitato l’Isola del deserto, si diresse di nuovo alla volta di Ancona, parte per mare e parte per terra, da cui prese, poi, la via del ritorno ad Assisi, passando per Sirolo, Osimo, Appignano, Treia, S. Severino Marche, Pioraco e Nocera Umbra. Incontrò le sorelle recluse del Monastero di S. Salvatore di Colpersito in S. Severino Marche, a cui donò una pecorella, che gli era stata donata da un mercante osimano, e che gli ricordava la mitezza e la bontà di nostro Signore, condotto al supplizio della croce. 800 anni di storia francescana squisita e nutrita di reminiscenze che ci accompagnano in questo anno in cui, il 4 ottobre 2020 la nostra Regione delle Marche farà l’offerta dell’olio per la lampada che arde nella cripta della tomba di S. Francesco in Assisi, a testimoniare il legame indissolubile che lega l’Italia e la nostra Regione in particolare al Santo della semplicità e della povertà, dell’umiltà e del canto della bellezza delle creature che riempiono la terra, il cielo e l’universo intero. A celebrare questo anniversario è recentemente uscito un testo molto prestigioso per l’apparato fotografico ed il testo che narra le caratteristiche fondamentali del francescanesimo marchigiano ed illustra 6 itinerari di altrettanti tragitti alla riscoperta delle tracce di San Francesco e dei suoi figli e delle sue figlie spirituali nella nostra Regione. Il testo è di Padre Ferdinando Campana, le foto di Paolo Zitti, l’edizione e quella della “Terra dei Fioretti”. Sponsorizzato dalla Regione Marche, dalla Camera di Commercio e dalla Arcidiocesi di Ancona-Osimo, con l’entusiastica adesione e partecipazione dell’Arcivescovo di Ancona-Osimo, Mons. Angelo Spina, il libro si presenta davvero con una pregevole veste tipografica, un apparato fotografico di notevole spessore ed un testo avvincente e ricchissimo di informazione storiche e artistiche sui Conventi e Monasteri francescani e clariani della Regione. Così dice l’autore nella presentazione: «Le Marche sono la terra de “I Fioretti”, perché questo libro famoso del francescanesimo delle origini, è nato dal cuore spirituale di questa Regione, da alcuni frati che sapevano sognare, che credevano davvero alla “pazzia” di Francesco, che non si erano lasciati intorpidire col passare degli anni, da quando lui, il loro modello di riferimento - ovviamente dopo il modello per eccellenza a cui tutti dovevano rivolgersi, ossia il Cristo - era stato in varie maniere tradito, edulcorato, sorpassato. Nelle Marche, c’erano dei frati che, anche dopo uno o due secoli dopo che tutto era “finito”, continuavano a incarnare un evangelismo senza sconti, ma anche senza nostalgie sterili, perché sapevano inventare e non copiare, incarnarsi nella realtà e non vivere sulle nuvole, inventare nuove maniere di stare negli eremi o di soccorrere i poveri, fondare conventi per stare accanto alla gente e non semplicemente fare prediche o discorsi per disquisire sulla maniera di evangelizzare. Il francescanesimo ha invaso questa regione, l’ha plasmata, l’ha intrisa dappertutto. Non c’è città grande, media o piccola che non abbia avuto, nel corso dei secoli, qualche chiesa o convento, monastero o eremo, qualche Monte di Pietà o compagnia e confraternita. E non è esagerazione o celebrazione di cose del passato, nostalgia o rivendicazione. Anche se è passato il rullo compressore delle battaglie ideologiche ottocentesche, il profumo è rimasto, le tracce ancora si vedono, i Conventi ancora ci sono, i Monasteri sono ancora numerosi e vivi. Oggi, è vero, la crisi è spaventosa: e per di più non viene da fattori esterni, ma, per quanto se ne possa capire, da un logoramento progressivo interno, inarrestabile, tremendo. Eppure, ciò che qui viene esposto racconta soltanto una minima parte di tutto quello che ci sarebbe da dire. Non si parla, se non “en passant” di opere d’arte, di Monti di Pietà, di compagnie di carità, di esperienze missionarie, delle gesta di tuta la schiera di santi, di personaggi importanti, di opere filosofiche, teologiche, scientifiche, letterarie, musicali, artistiche, ecc. Né sono stati toccati tutti i paesi e le città delle Marche che meriterebbero una menzione, data la presenza di luoghi, conventi, monasteri, opere d’arte, personaggi illustri delle Marche, ma non si poteva in questa sede allargare all’infinito l’orizzonte. Speriamo che ci sia modo e tempo di farlo in altra sede e occasione. Ma, intanto si può seguire una traccia…». Una lettura scorrevole, piacevole, arricchente; una notevole quantità di foto dei vari luoghi; una veste tipografica fresca e ben curata, rendono il volume davvero un prezioso archivio di notizie ed un bell’invito a prendere macchina o moto, bici o scarponi per andare a ripercorrere quegli itinerari e quelle meraviglie del mondo francescano marchigiano. Complimenti a tutti coloro che hanno curato la pubblicazione e reso possibile questo evento letterario dell’anno 2019.