J&P: i lavoratori scongiurano gli esuberi
La situazione relativa al proseguimento dell’attività della J&P Industries, si lega inevitabilmente al piano industriale, oltre che al paventato numero di esuberi che sarebbe già stato deciso dalla governance. L’assemblea dei lavoratori dell’azienda che fa capo a Giovanni Porcarelli, era composta dagli stessi rappresentanti sindacali Pierpaolo Pullini della Fiom, Giampiero Santoni della Fim e Isabella Gentilucci della Uilm, i quali affermano: “Abbiamo ribadito come sia vergognoso il fatto di aver appreso dalla stampa il piano, perché lo riteniamo una mancanza di rispetto nei confronti dei dipendenti. Si può affermare che 343 lavoratori siano stati licenziati a mezzo stampa”, ha riferito Santoni. Una newco prevede 250 lavoratori sugli attuali 593 che produrrebbe nel solo stabilimento di Santa Maria. Si cercherà di vendere gli stabilimenti di Gaifana in Umbria e del Maragone a Fabriano. Il giudice del Tribunale di Ancona, sezione Fallimentare, deve decidere se il piano di ristrutturazione del debito sia sostenibile o meno. Quindi, una situazione complicata e con molte variabili. Da qui la decisione di riunire i lavoratori in un’assemblea dalla quale è emersa tutta la preoccupazione del caso. Il 17 febbraio ci sarà un nuovo incontro con l’imprenditore verificando i contenuti ufficiali del piano industriale. Gli stessi sindacati hanno formato gli accordi per la cassa integrazione al fine di far ripartire l’azienda, ma non per arrivare alla creazione di una newco e lasciare a casa 300 tute blu.


















