Cronaca Fabriano

Vertenza Elica: disappunto del ministero

La sede del ministero

La sede del ministero

Ognuno è rimasto sulle sue posizioni, molto distanti, nel primo incontro in modalità da remoto, del tavolo di crisi istituito dal ministero dello Sviluppo Economico sulla vertenza Elica. I sindacati hanno chiesto un intervento diretto del ministro Giancarlo Giorgetti e della proprietà di Elica “per sbloccare questa situazione e far partire una vera trattativa”. La vertenza si è aperta a seguito della presentazione del piano strategico della multinazionale, leader nel settore delle cappe aspiranti, che prevede la riorganizzazione dell’area cooking Italia: 409 esuberi su 560 dipendenti del comprensorio, chiusura dello stabilimento a Cerreto d'Esi e delocalizzazione in Polonia del 70% delle produzioni effettuate oggi nei siti di Fabriano, Cerreto e Mergo. All’incontro hanno partecipato, fra gli altri, il vice-Ministro con delega alle crisi industriali Alessandra Todde, i vertici nazionali e provinciali di Fim-Fiom-Uilm, l’assessore della Regione Marche con delega al Lavoro Stefano Aguzzi, il sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli e l’amministratore delegato di Elica Giulio Cocci. Per l’azienda “non ci sono alternative meno dolorose al piano che ha l’obiettivo di mantenere testa e cuore di Elica nelle Marche”. Critica la vice-ministro Alessandra Todde: “Credo che presentarsi ad un tavolo istituzionale dicendo che il piano dell’azienda è immutabile non sia un approccio corretto. Il Mise è pronto a mettere a disposizione tutti gli strumenti disponibili per capire come rendere più competitiva l’azienda in Italia cercando di evitare la delocalizzazione”. Anche la Regione Marche è disponibile, ma la precondizione è che non si parli di esuberi e delocalizzazione.