S. Maria: bonifica della zona
Il Politecnico di Milano studia la bonifica da tetracloroetilene del quartiere di S. Maria. E’ il professor Stefano Beretta, direttore del Dipartimento di meccanica dell’ateneo lombardo, a seguire d’intesa con l’ente municipale fabrianese il percorso che consentirà di concretizzare nei dettagli l’atteso intervento di messa in sicurezza di tutte le falde acquifere, comprese quelle private, del popoloso rione. Intanto è stato ratificato un altro passaggio tecnico, ovvero quello dell’affidamento della gestione della barriera idraulica interrata di S. Maria, entrata in funzione nel 2016. La guida del servizio (con una spesa per l’ente locale di 45mila euro va all’impresa ‘Rossano Pavoni’ che si è aggiudicata l’appalto, assegnato tramite il Mepa, ovvero il mercato elettronico per le pubbliche amministrazioni. Torna, quindi, di stretta attualità la questione legata alla bonifica della zona di fatto all’ingresso della città per chi arriva da Ancona, in passato finita al centro delle cronache per un lungo dibattito sulla genesi delle infiltrazioni della sostanza tossica sulle condutture. Sin dagli albori del millennio, infatti, si è proceduto a cercare di risalire alla causa della presenza della pericolosa sostanza secondo alcune ipotesi riconducibili a matrici industriali, mettendola anche in relazione all’impennata di malattie oncologiche sul territorio. Il caso della bonifica si era intrecciato, inoltre, con il progetto commerciale ipotizzato dalla precedente amministrazione comunale e poi bloccato proprio per una serie di difficoltà di carattere burocratico e legate alla tempistica dilatata per il completamento della bonifica. L’accordo preliminare messo in campo dall’allora Giunta Sagramola prevedeva, dopo l’effettuazione della bonifica, l’abbattimento lungo via Dante dell’ex residenza di Aristide Merloni, ormai da anni in stato di degrado, per fare spazio alla realizzazione del supermercato Tigre e nell’area prospiciente all’edificazione di uno stabile per ospitare il McDonald’s. Poi, appunto, il progetto si è bloccato e il colosso americano della ristorazione veloce ha preferito individuare un altro sito in città poco distante dal centro commerciale “Il Gentile”, dove è operativo già da oltre un anno. Ma, ora appunto, è tempo di guardare oltre, ovvero al percorso in essere, con importanti collaborazioni n corso, che prevede anche il costante monitoraggio dei pozzi di controllo.















