Cronaca

Tra Palazzo Molajoli e Chiavelli...

Palazzo Molajoli

Palazzo Molajoli

Al via l’iter per la demolizione della copertura in amianto dell’ex opificio di via Gentile in pieno centro storico. Se ne è discusso nell’ultimo Consiglio comunale di maggio con il sindaco Gabriele Santarelli che ha ribadito come la vicenda sia lungi dall’essere risolta per la difficoltà di coinvolgere i proprietari dell’immobile, nonostante due ordinanze di smantellamento e varie segnalazioni dell’Asur. “La procedura non è facile – ribadisce il primo cittadino – perché si tratta di intervenire su un edificio privato, sostituendosi ai proprietari, con l’eliminazione del tetto di amianto ed un eventuale riposizionamento di altra copertura senza un aumento di valore dello stabile”. L’idea da realizzare sarebbe quella di trasformare questo spazio, con l’espropriazione e la demolizione dell’immobile, in una piazzetta per la pubblica fruizione, secondo un progetto cui è stato dato incarico ad un architetto. I tempi? Entro il 2020 confida il sindaco, ma il percorso, nei suoi tortuosi step, si sta rivelando sempre più complicato, come la stessa formalizzazione dell’acquisizione da parte dell’ente municipale dell’ex insediamento industriale di proprietà privata. Altro intervento previsto riguarda il palazzo Molajoli, edificio storico sempre nel cuore della città con la possibilità di una rifioritura come polo culturale. Inizialmente si parlava di questi spazi come possibili uffici dell’Unesco, poi invece sono maturate altre scelte più realistiche. Ci sono 940mila euro da investire, versati al Comune dall’assicurazione per i danni degli immobili causa sisma e almeno 600mila euro (all’interno del piano triennale delle opere pubbliche) potrebbero essere impegnati per la riqualificazione di Palazzo Molajoli, senza escludere altra fonte di finanziamento. “Nel pianoterra dove c’è un appartamento si potrebbe pensare – continua il sindaco – ad un utilizzo per le residenze degli artisti, mentre nei due piani superiori al momento ci sono due ipotesi di sede per le associazioni dell’Università Popolare Fabriano e per il Museo dell’Acquarello. Per l’Università c’è più di una perplessità per il numero elevato di iscritti e gli spazi non sarebbero adeguati, ma eventualmente la risposta sarebbe plausibile per qualche laboratorio dell’associazione, mentre per l’Acquarello si tratterebbe di spostare lo spazio espositivo, attualmente presso gli ex locali dei Vigili Urbani (accanto all’episcopio ndr)”. Due ipotesi al vaglio, ma da verificare. Un altro intervento, utilizzando sempre i fondi dell’assicurazione, servirà a risistemare il palazzo dell’Anagrafe in piazza del Comune, mentre per Palazzo Chiavelli il progetto è a più a largo raggio, facendo affidamento sui 900mila euro ottenuti dal sisma per una graduale ma imponente rilancio dello stabile. “L’idea è quella – conclude Santarelli – di farne, almeno una parte, una sorta di casa del Palio, con possibilità di prevedere le sedi delle quattro Porte, accentrando tutta l’attività della nostra storica rievocazione, mentre le stanze più vicine al Teatro Gentile potranno servire per le compagnie e le associazioni teatrali”.